Sfogliando un libricino pieno di foto e di biografie di tante danzatrici vengo colpito da una foto in particolare, che come tutto ciò che richiama l'Africa suscita in me un brivido. Interesse.
Di Elsa Wolliaston ho solamente letto sulla carta. Non ho mai visto un suo spettacolo, né ho mai partecipato ad un suo workshop, ma è una di quelle persone che mi piacerebbe incontrare e conoscere nella vita.
Qui riporto quello che mi ha incuriosito e affascinato.

 

Elsa_Wolliaston_ritmo

 

Un viaggiatore intraprende un
Viaggio verso se stesso
Si ritrova intrappolato
Dopo aver riflettuto,
prende coscienza che deve
liberarsi da solo da questa trappola
per poter proseguire la sua
strada.
Dopo aver vagato tra
passato e presente
il viaggiatore persevera
e finisce col trovare il senso del suo
viaggio.

Elsa Wolliaston

 

"Del corpo di Elsa Wolliaston non bisogna leggere solo il vigore delle apparenze. Bisogna cercare al di là della pelle e superare la tentazione dell’esotismo. Il mistero è nascosto molto più profondamente, è fisico. Il mistero è nel dolore che non si vede, in questo ritmo che sorge dappertutto, traspirazione dell’anima, nella strana forza di cui bisogna saper leggere i percorsi in questo corpo sorprendente. Il corpo di Elsa vive, in effetti, della sua vita propria. Si gonfia e si asciuga secondo le proprie regole e cela un’insondabile fonte di energia. Col tempo la donna ha imparato non solo a dominare ma anche a comporre con questo corpo. Va avanti, animato da una potenza smisurata, minaccia di scacciare la piccola luce che però lo devia, l’utilizza e lo doma sempre. Un’opera con la coreografia di Elsa rientra nel campo della tauromachia e la posta in gioco è quasi altrettanto importante. La dialettica non è la semplice modalità del pensiero, ma condizione di esistenza. Elsa continua perché ha sempre saputo imporsi a se stessa, come un torero s’impone al toro, sempre diverso ma sempre identico. Questa lotta, essenziale alla vita, si chiama la Danza di Elsa. Vedere Elsa che danza è perciò essenziale" Philippe Verriere, maggio 1993


vecchia

 

«Dans mon enfance, j’ai beaucoup marché, et pieds nus…Je tente donc de questionner la marche et le rythme de la marche...En Afrique, on croit que la danse est l’envol de la marche, un pas au-delà...»  Elsa Wolliaston

Durante la mia infanzia, ho camminato molto, e a piedi nudi...cerco allora di interrogarmi sulla camminata e sul ritmo del camminare...in Africa si crede che la danza sia l'alzarsi in volo della camminata, un passo al di là..

 

Elsa Wolliaston studia a New York dal 1964 al 1968 con Frank Wagner e alla Carnegie School of Music and Dance, quindi con Merce Cunningham e Alexandra Danilova. Negli anni ’70 affronta una ricerca personale sui riti ancestrali nella giungla centroafricana e si interessa alle tradizioni di Java e di Bali con il grande Maha Guru Tari Klassik Njoman Kakul nel suo villaggio di Batuan ; insegna al Centro Culturale di Java/Jakarta, all’Università di Bali e Jojakarta. Arrivata nel 1969 a Parigi, dove attualmente vive, lavora alternativamente con Jérôme Andrews e Lilian Arlen. Tiene corsi e stage presso lo studio One-Step a Parigi e il centro Nazionale Danza Contemporanea di Angers. Come interprete e coreografa ha collaborato con Hideyuki Yano, Steve Lacy, Jean-Marie Machado, Yoshi Oida, Philippe Adrien, Peter Stein, Luc Bondy, Jean-Louis Thamin, Patrice Chéreau.

 

radici

 


WWW.ELSAWOLLIASTON.ORG

 

 

 

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