Le temps du repli

Riporto qui alcuni pensieri di Josef Nadj che descrivono come il coreografo si pone di fronte alla composizione di un nuovo progetto coreografico. Nel caso specifico il passo a due Le Temps du Repli.



LE TEMPS DU REPLI
coreografia Josef Nadj
danza Josef Nadj e Cécile Thiéblemont
percussioni Vladimir Tarasov



Amare è forse apprendere a camminare in questo mondo.
Apprendere a mantenerci tranquilli come la quercia
ed il tiglio delle fiabe.
Apprendere a guardare.
Il tuo sguardo è capace di seminare.
Ha piantato un albero.
Io parlo perché tu fai tremare le foglie.

Octavio Paz


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“Ho passato qualche decina di anni ad attendere il momento in cui avrei affrontato il solo o il pas de deux.
Nella storia della danza il pas de deux fluttua al di sopra delle teste di tutti i coreografi. Fare uno spettacolo intero sulla base di un duo, significa prendere il tempo di consacrare un lungo lavoro a questa ricerca specifica.
Per questo ho voluto evitare ogni riferimento letterario, contrariamente ai miei quattro ultimi spettacoli.
Per me questo spettacolo è come una parentesi: senza riferimento letterario. Cécile ed io dobbiamo riportare tutto all’essenziale e sostenerci su una concentrazione specifica che fa riferimento alla nostra memoria ed ai nostri corpi.
In quanto all’inizio, non vi è nulla: nessuna scenografia, nessun supporto a parte qualche oggetto.
Che cosa si può esprimere, quali sono i primi gesti che escono da noi stessi per iniziare una comunicazione con l’altro? Non vi è naturalmente che un sottile filo, costituito dalla conoscenza l’uno dell’altra che risale ad almeno una decina di anni fa.
Ma come superare ciò, andare al di là dell’aneddoto, come guardare l’assoluto della donna e come lei, da parte sua, guardare un uomo?
Quali sono i gesti che possono emergere da noi stessi e che tendono a creare una serie di segni, un linguaggio corporale e di movimenti, un’altra parola che il linguaggio parlava? Costruire un momento privilegiato per ritrovare attraverso il linguaggio corporale tutte le fluttuazioni di una coppia entro un duello da combattimento ed un rapporto armonioso.
Nel teatro, nella nostra memoria di spettatori, la coppia vive un dramma universale. La coppia contiene la potenzialità di tutti i drammi perché è la portatrice di un peccato originale. Qualcosa si è spezzato nella coppia primordiale della Genesi.
In questo spettacolo si cerca di riattaccarne i frammenti.
Poiché io trovo che l’origine della musica si situi nel dominio della percussione, un musicista, Vladimir Tarasov, ha creato un fondo percussivo che ci sorregge, che ci dà l’energia necessaria nei momenti critici del gioco.
Ci voleva un musicista senza pari, un solista, un musicista di grande ricchezza, in grado di creare melodie dai vari colori e di grande ricchezza sonora per creare un vero universo musicale”. Josef Nadj

 

 

 

radici_africane

 

Josef Nadj nasce nel 1957 a Kanizsa, una cittadina dell’ex-Yugoslavia, attuale Serbia. Fin da bambino Nadj disegna e dipinge. Da ragazzo frequenta l’Accademia delle Belle Arti e l’Università a Budapest, dove studia Storia dell’Arte e della Musica. Qui avviene il suo primo incontro con l’espressione corporea e il teatro. E’ il suo insegnante che lo spinge a partire, nel 1980, per Parigi per seguire i corsi di Marcel Marceau, Etienne Ducroux et Jacques Lecoq. A Parigi Josef Nadj scopre la danza contemporanea entrando subito negli universi coreografici di Mark Tompkins, Catherine Diverres e François Verret. Nel 1986 fonda la sua compagnia chiamata inizialmente Théâtre Jel (Jel in ungherese significa Segno). Nel 1987 presenta la sua prima creazione coreografica “Canard Pékinois", ispirata ai ricordi del suo villaggio natio. Dal 1995 dirigi il Centro Coreografico di Orléans in Francia.

 

 

JOSEF NADJ – CENTRE CHOREOGRAPHIQUE NATIONAL D’ORLEANS

 

 

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