Racconti

La Tamerice salmastra

Appunti dallo studio dei fiori, Appennino Romagnolo, podere di Remedia, 9 maggio 2010.

tamarice-salmastra. Non c’è fiore che non mi affascini. Ogni essere fiorito è come un richiamo magico, obbligato, impellente. Devo fermarmi, guardarlo, annusarlo, toccarlo, assaggiarlo, parlargli. Sono cresciuta nei campi, ma non basta mai. Ogni stagione è un inizio. Una scoperta, una novità, una magia che si riproduce sempre, a cui non posso sottrarmi, che mi prende per ore e ore, fuori dal tempo. Entro in un mondo silente e parlante allo stesso tempo. Un linguaggio intimo e profondo, nel quale non ci sono pensieri, in cui l’umano tace.

Sulle vette del cielo

sullevettedelcielo.


CONOSCERE LA NOSTRA ANIMA SEPARATAMENTE DALL’IO E’ IL PRIMO PASSO VERSO LA LIBERAZIONE FINALE. NOI DOBBIAMO PERSUADERCI CON ASSOLUTA CERTEZZA CHE ESSENZIALMENTE SIAMO SPIRITO.
E LO POSSIAMO ACQUISTANDO IL DOMINIO SUL NOSTRO IO, INNALZANDOCI AL DI SOPRA DI OGNI SUPERBIA, DESIDERIO O TIMORE, CONSCI CHE LE SVENTURE DI QUESTO MONDO E LA MORTE FISICA NON POSSONO TOGLIERE NULLA ALLA VERITA’ E ALLA GRANDEZZA DELLA NOSTRA ANIMA.
R. TAGORE

Storia di Neve

neve. Salve a tutti, mi chiamo Gilberto, ed oggi vorrei raccontarvi la storia di Neve.

In realtà la “Storia di Neve” non è altro che il titolo dell’ultimo libro di Mauro Corona, quindi non la posso raccontare io avendolo già fatto lui con il suo romanzo.

Premetto che conosco Corona da molti anni, da quando è diventato famoso nel mondo dell’arrampicata e le sue imprese echeggiano su riviste specializzate o in ritrovi d’altrettanti alpinisti famosi. Scoprirlo poi scultore mi ha fatto molto piacere, in effetti arrampicare è un’arte come scolpire, anche se non sempre le sue opere hanno incontrato i miei favori, ma, non essendo io un critico, un gallerista, un intenditore, il mio giudizio lascia un po’ il tempo che trova. Ho provato una sana e tremenda invidia nei suoi confronti essendo io un appassionato di montagna ed avendo, tra i tanti sogni, quello di diventare scultore ma, non essendone capace, preferisco sognare guardando le opere di altri.

Amore e Follia

quadro. Si racconta che una volta, tanto tempo fa, tutti i sentimenti, le qualita' e i difetti dell'uomo si riunirono. Dopo che la Noia aveva sbadigliato per l'ennesima volta la Pazzia propose di andare a giocare a nascondino.La curiosita' chiese: -A nascondino? Come si fa? - E' un gioco, spiego' la Follia, io mi copro gli occhi e incomincio a contare fino a un milione. Voi intanto Vi nascondete e quando non c'e' piu' nessuno in giro e io ho finito di contare, il primo di Voi che trovo rimane al mio posto a fare la guardia per continuare il gioco. L'Entusiasmo ballo' seguito dall' Euforia, dall'Allegria e fece tanti salti che fini' per convincere il Dubbio e l'Apatia, la quale non aveva mai voglia di fare nulla. Ma non tutti vollero partecipare... la Verita' preferi' non nascondersi; la superbia disse che era un gioco molto sciocco e la Codardia preferi' non rischiare.- Uno, due, tre... -incomincio' a contare la Follia. La prima a nascondersi fu la Pigrizia, che si nascose dietro la prima pietra del cammino.

 

Polletto piccante e sottofondi musicali

''Abbiamo letto questo articolo di ...Roberto Delpiano

de 'la cultura del cibo'   e ci ha talmente divertiti che volevamo farvene partecipi.

I commenti sono ben graditi!''

 

Esperienze di un ex capellone rockettaro, musicista casinaro nel mondo della Generazione Canale 5

 

Tutti dovrebbero farlo, una volta nella loro vita, per capire e vedere, sapere. Knowledge, truth, wisdom, that's about it. Mi scuso se questo articolo potrà essere un poco scoordinato, ma sono ancora scosso.
Tutti, dovrebbero, dicevo, provare il polletto piccante, con le patate fritte, ed aperitivo di noccioline che poi si buttano le bucce per terra e poco alla volta diventano quasi un tappeto, ed  accompagnamento musicale tekno, de gustibus non est disputandum.
polloarrostoIl Luogo, i Fatti, il Cibo
BEFeD - Brew Pub
Via Ariosto, 36 bis - Settimo Torinese (TO) - Tel 011-8015392
È inutile che andiate sul sito, non è ancora attivo.

Altro non poteva essere che un posto che vuole essere il più straniero possibile, nel cuore della patania dove tra un po' si insegnerà (presumo) il piemontese verace. Se quello delle Langhe o l'Astigiano stretto, non so.
Il pollo effettivamente non è male, sicuramente il cardiologo che mi ha consigliato una vita più moderata avrebbe qualcosa da ridire, ma è buono davvero, non tanto piccante, però, io sono abituato alla cucina indiana e quella messicana. Eccellenti le patate, troppe forse per chi ha viaggiato e lavorato per 18 ore consecutive oggi. Birra abbondante e buona in caraffone da 2 litri. Fin qui tutto bene dal punto di vista alimentare.

L'Ambiente, la Musica e l'Animazione
Per quanto riguarda l'ambiente, devo riconoscere che sono rimasto un poco sconcertato. Uno dei miei sensi, l'udito per l'appunto, che è passato indenne da anni di Rock duro, appiccicato a "stage amplifiers" di wattaggio a 4 cifre, non ce l'ha fatta. E io che credevo di essere già passato di là.

Una storia dell'Appennino

spigolino. Le storie e le tradizioni di questo nostro appennino sono tante, io vorrei raccontarvi di una di queste che si svolge sul Monte Spigolino (1827 slm), e a cui ho partecipato questa estate.

Il monte Spigolino così denominato nella carta disegnata nel 1746 dall'abate Domenico Vandelli . E’ Una delle principali cime del crinale principale dell’Appennino Tosco Emiliano, compresa tra i passi della Calanca e della Croce Arcana, il confine naturale tra le province di Modena e Pistoia.

E’ qui sopra che si svolge tutti gli anni da circa 20 anni, una messa alle 22 di sera, offerta in commemorazione dei defunti di Fanano. L’origine di questa tradizione si fa risalire all’opera di Remo Turchi (Amici della Montagna) il barbiere di Fanano. Si sa che barbieri e parrucchiere sono un po i nostri confidenti, niente di meglio di una bella chiacchierata mentre ci si fa sistemare barba e capelli; e appunto in occasione della morte di un componente di questa compagnia, Remo propose di celebrare la funzione religiosa sul Monte Spigolino. Tutti i componenti del gruppo collaborarono ad innalzare la grande croce di legno e a portare, con grande fatica, la pietra che serve da altare.

LECTIO MAGISTRALIS di Pina Bausch

pinabausch.

 

 

“Dance, dance, otherwise we are lost”

Signore e signori, vorrei cominciare con una storia. Una volta, in Grecia, sono andata a visitare alcune famiglie di zingari. Ci siamo seduti insieme e abbiamo parlato; a un certo punto tutti hanno cominciato a ballare e io dovevo partecipare. Avevo una gran paura e la sensazione di non essere in grado. Allora è venuta da me una ragazzina, forse sui dodici anni, e mi ha pregato ripetutamente di danzare assieme a loro. Diceva: “Dance, dance, otherwise we are lost”. Balla, balla, altrimenti siamo perduti.

Ancora un’altra bellissima storia. Un uomo anziano a Wuppertal mi ha raccontato di sua madre centenaria, al suo paese in Turchia, che gli ha sempre detto: “Nicht weinen, singen”. Non piangere, canta.

 

 

 

 

 

 

 

 

La straordinaria storia dell'uccello e del seme

uccello_albero. C'era una volta un ragazzotto alto e con gli occhiali che viveva da solo in una casetta sul lato sud della città.
Una vita piena di cose passate, ricca nel presente e luminosa nello sguardo speranzoso al domani.
Non disdegnava certo di dedicarsi a qualcosa che lo rendesse felice come usar le sue grandi mani in qualsiasi cosa, così tra le altre cose, nel corso degli anni, riempì il suo piccolo balcone di vasi di piante e fiori.
Li innaffiava, li curava, li coccolava a modo suo ed il vederli crescere rigogliosi lo rendeva parecchio orgoglioso e contento. Da seme a frutto, un percorso entusiasmante, fasi di vita...
Talvolta riuscì anche a crescere e veder mutare sotto i suoi occhi splendidi bruchi, che lì avevano trovato casa, in belle farfalle, seguendone tutte le fasi. La magia della vita e del continuo cambiare e divenire!
A volte qualche uccello andava a trovarlo, come attratto dalla curiosità di vedere come crescevano i germogli, come procedeva l’evoluzione dei bulbi. E talvolta, per capirlo, scavava anche alla loro ricerca, sparpagliando terriccio su tutto il pavimento del balcone. Quel ragazzo non ne era sempre così contento…

Perchè i salmoni risalgono i fiumi?

salmoni. Marzo 1977

George Ohsawa una volta ci racconto' una storia misteriosa sui salmoni che risalgono i fiumi per ritornare nel posto dove sono nati. Da quel momento sono rimasto affascinato dalla natura dei salmoni. Mi è capitato diverse volte di andare a pesca di salmoni ed ho potuto osservare l'incredibile energia, che consente loro di nuotare per più di tremila chilometri, prima attraverso l'oceano e poi controcorrente nei fiumi, fino al luogo di nascita. questo fenomeno non mi ha soltanto affascinato, ma mi ha spinto a chiedermi come e perchè i salmoni riescano a trovare il punto esatto in cui sono nati, apiù di tremila chilometri di distanza.
La risposta l'ho trovata di recente in un libro intitolato " Water " (Acqua) di Rutherford Platt. Scrive l'autore:

Perchè i salmoni risalgono i fiumi? (II)

salmone. Maggio 1977

Dopo aver scritto l'articolo precedente, ho letto un'altro capitolo dello stesso volume "Acqua". Fui attratto in particolare dal capitolo intitolato "Come mai i salmoni risalgono i fiumi?". Con mia grande sorpresa, Platt non rispose all'interrogativo che si era posto; scrisse invece quanto ho detto in precedenza: "Tutte le sofisticate tecniche scientifiche non riescono a trovare la ragione di alcunchè nella vita. Attraverso di esse si riesce si a determinare la struttura delle molecole, come nel caso del DNA, e il modo in cui funzionano, ma esse non spiegano affatto perche' le molecole sono come sono. Nondimeno sono state scoperte delle leggi meravigliose che governano la vita, e gli organismi viventi sembrano avere senso ogni qualvolta li vediamo comportarsi conformemente a tali leggi."

A scuola dai Salmoni

salmone. Un giorno, da poco ritornato da un viaggio in Giappone, andai a pescare sul fiume Feather. Lungo le rapide c'erano dei salmoni che saltavano dappertutto. Il sole di fine estate molto forte sulla riva e faceva un gran caldo. Verso mezzogiorno, tutti gli altri pescatori se ne erano andati, lasciandomi solo. Gettai l'amo verso il centro del torrente e cominciai a ritirare la lenza, che a un cero punto si tese al massimo. Riuscii ad allentarla e poi cercai di riavvolgerla, tirando. Improvvisamente vidi che cominciava a risalire la corrente da sola: vi si era attaccato un salmone. Che sorpresa! Avevo preso un salmone. Questo intanto si muoveva sempre piu' rapido controcorrente. Cercai invano di legare la lenza al mulinello. Il salmone tirava con così tanta forza che le dita cominciavano a farmi male. Chiamai joe, Fred e il Signor Kurosawa, affinchè venissero ad aiutarmi, ma nessuno rispose. Poi la lenza si spezzò. Il pesce era sparito nell'acqua profonda per portare a termine la sua missione: la riproduzione.

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