..ogni anima sa esprimere la poesia





FALCE E MARTELLO

Mauro Trenti

I tempi cambiano...
frase scontata
per chi non ha forza
di affrontare il nuovo

per chi
non ha l'umiltà
di chiedere aiuto
e rimane li

nelle sue sabbie mobili
ad affondare col suo veleno

non basta uno specchio
per vedersi l'anima,
semmai ne occorre uno introvisore
eppoi non serve ugualmente
se non sappiamo leggere
fra le rughe della fronte

ormai per la falce e il martello
non ci sono piu contadini nè operai

OCCHI

Mauro Trenti

Si descrivono occhi azzurri
come immensità di cielo
come infinita distesa di pensieri puliti
in uno spazio terso

occhi verdi
come distese prataiole
punteggiate qua e là
da piccoli fiori gialli

occhi marroni
come madre terra
che proteggendoci e riparandoci
genera amore

sono imperdonabile
non ho ancora la definizione dei tuoi,
mia giustificazione
è che ci vedo racchiusi
la potenza del mare
la calma e placidia della speranza
il rifugio dell'anima
il buio con la passione dell'amore

RITORNO A CASA

Jimmie Chinn

Ognuno ha i propri fantasmi ed è meglio quando parlano che quando non lo fanno

IL TUO PROFUMO

Mauro Trenti

Se solo potessi
fisserei il tuo profumo
sul mio specchio
cos il guardarmi
ogni volta
sorridendo non invecchio
spennellate policrome
questa mia stanza
che della tua essenza
ne è pregna
candele rimangono spente
in attesa di fuoco
felice
il passato prossimo
tanto da scordar
quello remoto
e da allietar
con gaiezza il presente
Amica,
Monaca in veste d'amante,
d'arte e signoria
brava insegnante
ed io come un ladro
ti ammiravo dipinta nel quadro


 

E SI MUORE

Abner Rossi


esimuore

Inutilmente

si vanno stringendo

nei pugni garanzie.

 

Inutilmente si vive

ipotizzando un mondo

a misura personale,

immutabile,

che non sgarri dal percorso

solito e amaro,

di consuetudini pietrificate.

 

E si muore,

non correndo il rischio

del non conosciuto,

del non già fatto,

di ore diverse e strane

che non si susseguono

una all'altra uguali.

 

E si muore,

per un  io  immobile

al quale si vieta

mutarsi in  noi ,..

quando il plurale

diventa obbligo

necessario e indifferibile.

 

E si muore,

quando il piangersi addosso

diventa accusa

per l'incomprensione di altri,

che dovrebbero

sostituirci nelle nostre

responsabilità e

al nostro posto,

farsi soggetto e guida

per permetterci di guadare

acque che preferiamo

stagnanti, paludose,

perfino maleodoranti

purch‚ sicure.

 

E si muore

quando la rinuncia

diventa filosofia di vita,

da esportare come insegnamento,

quasi imposizione,

per i nostri eredi

che niente hanno da imparare

salvo il come ed il quando

dello scarso uso

di un dono meraviglioso

e misterioso come la vita,

che si preferisce

pensare come solo tempo

da trascorrere in attesa.

 

Quando proprio l'attesa

è il luogo mentale

meno adatto e meno decente

nel quale vivere.

 

Eppure abbiamo menti

capaci di costruire

o evitare abissi

e di elevarsi

oltre ogni misura

e circostanza

 

menti e nobiltà di specie

che usiamo invece

solo per fare gli stessi errori

e agire ripetitivi

comportamenti.

Abner Rossi

 

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