..ogni anima sa esprimere la poesia





I DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE

Giada e Stefania

1. Il diritto all'ozio
A momenti di tempo non programmati dagli adulti
2. Il diritto a sporcarsi
A giocare con la sabbia, la terra, l'erba,
le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti.
3. Il diritto agli odori
A percepire il gusto degli odori,
a riconoscere i profumi offerti dalla natura
4. Il diritto al dialogo
Ad ascoltare e poter prendere la parola
ad inteloquire e dialogare
5. Il diritto all'uso delle mani
A piantare chiodi, a segare e raspare legni, scartavetrare e incollare,
plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco.
6. Il diritto a un buon inizio
A mangiare cibi sani fin dalla nascita
a bere acqua pulita a respirare aria pura.
7. Il diritto alla strada
A giocare in piazza liberamente,
a camminare per le strade.
8. Il diritto al selvaggio
A costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
ad avere canneti in cui nascondersi,
alberi su cui arramampicarsi.
9. Il diritto al silenzio
ad ascoltare il soffio del vento,
il canto degli uccelli,
il gorgogliare dell'acqua.
10. Il diritto alle sfumature,
A vedere il sorgere del sole e il suo tramonto,
ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle.

 

FARID AL-DIN ATTAR

FARID AL-DIN ATTAR

In una lettiga a dorso di cammello, Zubayda andava in pellegrinaggio con i migliori auspici. Una ventata di colpo scoperchio' la lettiga mostrando il volto della donna: un sufi che passava di li prese a gridare tanto convulsamente che nessuno potŠ farlo tacere.

A quella scena, Zubayda disse sottovoce al sevo: "Liberami tosto da quel suo clamore, dovesse anche costarmi molto ". Il servo esegu l'ordine offrendo al sufi un sacco d'oro. Ma il sufi non accettà. Solo quando i sacchi arrivarono a dieci, egli si placò

Ora aveva dieci sacchi d'oro; non si udivano piu le sue grida nŠ i suoi lamenti di dolore

Zubayda, vedendo che nel suo intimo il sufi si era allontanato dal mistero dell'amore, ordino al servo di legarlo e bastonarlo fino a spezzargli tutte le ossa.
Il sufi si lamentava: "Cosa ho mai fatto per ricevere tutti questi colpi?". Zubaya rispose: "O menzognero innamorato di te; cosa avresti mai potuto fare oltre cio che hai fatto? Professavi amore per un essere quale io sono, ma quando hai visto l'oro hai subito smesso di amarmi. Da capo a piedi sei tutto pretesa; pretesa senza senso. Avresti dovuto cercare me, ma non l'hai fatto; ‚ da questo che riconosco quanto tu sia vile. Se mi avessi cercato, tutto il mio oro ed argento, tutti i miei possessi, tutto sarebbe stato tuo; ma dal momento che mi hai venduta, io ora punisco il tuo ardire.
Avresti solo dovuto cercarmi, o ignorante, e tutto in un attimo sarebbe stato tuo."

 

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