IL BUONO BIO

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Bio è Sociale


Alcuni tratti comuni delle aziende agri-sociali, documentati da una ricerca realizzata da AIAB nel 2011 nell’ambito della pubblicazione BioReport della Rete Rurale Nazionale, sono il ricorso a metodi di produzione biologica, biodinamica e a basso impatto ambientale, un tipo di conduzione agricola ad alto impiego di manodopera, una spiccata multifunzionalità, il ricorso a canali di vendita a filiera corta e la propensione
a lavorare in rete in stretto rapporto con il territorio. In tal modo l’agricoltura sociale si fa carico di difendere i beni comuni materiali e immateriali delle comunità.
L’Agricoltura Sociale (AS) comprende l’insieme di pratiche svolte su un territorio da aziende agricole, cooperative sociali e altre organizzazioni del Terzo Settore che coniugano l’utilizzo delle risorse agricole e il processo produttivo multifunzionale a basso impatto ambientale - prioritariamente e progressivamente con metodo biologico - con le attività sociali, finalizzate a generare benefici inclusivi, terapeutici, a sostenere l’inserimento
sociale e lavorativo di soggetti svantaggiati e a rischio di marginalizzazione e a favorire la coesione sociale, in modo sostanziale e continuativo. Tali attività devono essere realizzate in cooperazione con i servizi socio-sanitari e gli enti pubblici competenti del territorio e sottoposte a verifiche periodiche, attraverso un apposito rendiconto sociale.
L’AS si sviluppa su una logica di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, con particolare attenzione alla tutela e conservazione delle risorse naturali per le generazioni future in ogni singolo territorio. In particolare, l’AS tende prioritariamente e progressivamente ad una produzione con metodo biologico, capace di salvaguardare allo stesso tempo la salute di tutti gli esseri viventi e l’ambiente. L’AS inoltre tutela il contesto ambientale attraverso la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, la promozione delle tipicità e delle eccellenze del territorio.
L’Agricoltura Bio Sociale risulta particolarmente inclusiva ed efficace perché permette il recupero terapeutico e l’inserimento lavorativo di persone con svantaggio socio-sanitario in ambiente sano, favorendo quindi una maggiore prevenzione e tutela della salute, sia dei soggetti svantaggiati, che degli operatori inseriti in azienda. La sua importanza è basata sul valore educativo del processo produttivo svolto nel rispetto dell’ambiente
e all’insegna della tutela del territorio e del paesaggio: si semina, si cura, si raccoglie e si mette sul mercato. Ognuno vede il frutto del suo lavoro ed è gratificato dal suo impegno nel ciclo produttivo, così come dal rapporto di responsabilità e relazionalità con i viventi, piante e animali, che l’attività agricola consente.
La produzione biologica è caratterizzata da una maggiore attenzione alla biodiversità, alle produzioni autoctone e alle tradizioni locali e permette di creare una rete di mercato locale meno inquinante. L’utilizzo di canali commerciali alternativi che valorizzano la filiera corta, come i mercatini locali di promozione e vendita diretta dei prodotti dell’agricoltura biosociale, favorisce la centralità di un nuovo rapporto produttore/consumatore e la creazione di modelli e scelte di acquisto motivati, diretti e più gratificanti per il consumatore.
L’Agricoltura Bio Sociale è quindi attenta alla ricerca di opportunità occupazionali per persone svantaggiate, considerando il lavoro come un valore e non come un costo per l’impresa. Le realtà impegnate in questo settore operano con spirito di cooperazione ed inclusione verso tutti i cittadini, rispettano i diritti personali, contrattuali e legislativi dei 10 lavoratori senza discriminazione alcuna, favoriscono la crescita professionale delle persone coinvolte nei processi produttivi. Le attività proposte sono sempre inserite in una progettualità personalizzata più ampia, che intende dare risposte alle esigenze dei singoli e produrre sia benessere, che coesione sociale.
L’AS promuove stili di vita sani ed equilibrati e tende all’innalzamento della qualità della vita locale nelle aree rurali e peri-urbane, anche attraverso l’offerta di servizi per le persone e le popolazioni locali. Tali servizi sono finalizzati al benessere complessivo dei cittadini, nell’ottica di un nuovo welfare diffuso e partecipativo. L’agricoltura multifunzionale e sostenibile può infatti concorrere a soddisfare vecchi e nuovi bisogni sociali, di protezione e di servizi alla persona, ai quali il welfare centralistico non è più in grado di rispondere.
Vengono quindi erogati servizi per la prima infanzia, attività rigenerative per adulti e anziani, così come attività di aggregazione e socializzazione delle popolazioni delle aree rurali.



aiab1-11.

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