La pelle degli animali: considerazioni del veterinario omeopatico

Pubblichiamo l'articolo di Stefano Cattinelli e Andrea Sergiampietri e invitiamo a leggere con molta attenzione.

pelle.
La pelle è l'organo più esteso del nostro corpo e di quello dei nostri animali

La pelle è l'organo più esteso del nostro corpo e di quello dei nostri animali; è la barriera oltre la quale inizia il mondo esterno ed entro la quale esistiamo noi come esseri viventi.

Pensandoci bene, la pelle è ciò che è possibile vedere di noi, degli altri e, a maggior ragione, dei nostri animali in quanto... la loro non è nascosta dai vestiti!

E' un organo di vitale importanza che preserva il giusto grado di idratazione del corpo e contribuisce la regolazione della temperatura corporea; inoltre la presenza di numerosi sensori (recettori) permette di percepire il caldo, il freddo, l'umidità ambientale e di prendere, letteralmente, contatto con ciò che ci circonda attraverso il senso del tatto.

Quindi la pelle non é solo una superficie, un involucro che ricopre muscoli ed organi, ma é essa stessa un organo, esattamente come il fegato, i reni, il cuore e il cervello, e con essi stabilisce un rapporto di interdipendenza.

La pelle contribuisce al mantenimento dell'equilibrio interno, perché ha la capacità di consegnare all'esterno quelle sostanze che potrebbero perturbare la funzionalità interna, cosi come l'intestino, che con la cute condivide, in parte, le funzioni di organo emuntorio (eliminatorio).

Come sta il tuo intestino?

Sottolineava il celebre psicoanalista Hillman: "il nostro modo di vivere e di pensare è ossessivo. Ognuno di noi è soggetto alla tirannia di una vita che va di fretta, una vita in accelerazione spietata".

La parola d'ordine di ogni messaggio quotidiano è "il prima possibile".
Questa l'essenza della nostra epoca e del suo modello maniacale: come disse A. Huxley "noi moderni non abbiamo inventato nessun nuovo peccato capitale oltre ai sette peccati capitali dei tempi antichi, se non la fretta".

In queste condizioni di stress è facile incorrere in un disturbo che limita fortemente lo stato di forma fisico e psichico di ciascuno, incidendo sull'espressione della propria età biologica (quella reale): la disbiosi intestinale, viene favorita da un'alimentazione poco equilibrata, dalla mancanza di attività fisica, dall'utilizzo di taluni farmaci (antibiotici, lassativi, anticoncezionali).
pancia.

Troppe poppate non fanno male

Venerdì 14 gennaio 2001 il British Medical Journal ha pubblicato un articolo che mette in dubbio la raccomandazione dell'OMS di breastfeedingallattare esclusivamente al seno per 6 mesi (l'articolo può essere scaricato gratuitamente a questo indirizzo).

I media, in Italia e altrove, hanno ripreso questo articolo e ne stanno diffondendo il discutibile messaggio in un modo che potrebbe confondere le madri e le famiglie con una conseguente riduzione della percentuale di donne che allatta esclusivamente al seno per 6 mesi, periodo raccomandato anche in Italia dal Ministero della Salute e da numerose associazioni professionali. Il quotidiano La Stampa, per esempio, titola "Troppe poppate fanno male" quando non esiste nessuna ricerca e nessun ricercatore al mondo, nemmeno gli autori dell'articolo britannico, che possano dimostrare danni da allattamento al seno.

È curioso che suscitino molto interesse gli articoli che spingono ad allattare di meno, mentre non destano il benché minimo scalpore la grande quantità di studi che dimostrano come, anche nel ricco occidente, i bambini alimentati con latte artificiale o svezzati troppo presto con cibi solidi corrano il rischio di contrarre numerose malattie, da numerose infezioni all'obesità, con altissimi costi per l'individuo, la famiglia, il sistema sanitario, la società e l'ambiente. Non sarà per eccesso di riverenza nei confronti delle multinazionali e delle loro inserzioni pubblicitarie?

Con Simone Moro al Gasherbrum II

“Lunedi 27 dicembre e' iniziata una grande avventura di Simone Moro, scalare la vetta del Gasherbrum II (8036 m) per la prima volta nella stagione invernale, insieme a due grandi compagni di spedizione Denis Urubko e Cory Richards''

Riportiamo le note delle ultime ore di questo viaggio dove si parla di un incontro speciale... con un spirito libero di questi luoghi''


SIMONE MORO

Ho iniziato da piccolo a frequentare e conoscere la montagna. Dapprima camminando per sentieri con la famiglia durante le vacanze estive, poi su vie ferrate con mio padre  e dall’età di 13 anni ho iniziato le prime vere scalate sulla falesie vicino a Bergamo, la mia città. Nel 1985 ho partecipato alla prima gara d’arrampicata  a Bardonecchia e per i successivi 5 anni ho fatto gare a tutti i livelli (nazionale ed internazionale) di arrampicata sportiva. Nel 1988 sono anche entrato a far parte della nazionale italiana di arrampicata e del 1992 al 1996 ne sono stato l’allenatore.

Dal 1992 ad oggi ho fatto già più di 40 spedizioni alpinistiche di cui 10 invernali, in quasi tutti i continenti. Alcune di queste avventure sono state premiate in Italia, Russia ed America. Per 10 volte sono salito su una cima principale o secondaria di 8000 metri anche se il mio alpinismo  non è focalizzato solo su quelle quote o sulla collezione dei 14 ottomila. Non a caso  lungo il mio  percorso verticale  recente e passato ci sono anche tante vette di 7000 e 6000 metri nonchè salite tecniche su ghiaccio, misto, roccia. Mi piace insomma vivere l'alpinismo nel modo più ampio e variegato possibile.

 


Fermati dal freddo, ma pronti per il G II

 

simone-moro. Siamo rientrati a Skardu dopo il periodo di acclimatamento sul Khosar Gang.
Quelli trascorsi sono stati giorni importanti che ci hanno permesso di iniziare una notevole fase di acclimatamento che completeremo comunque sul Gasherbrum II, che è il nostro vero obiettivo.

In questa foto potete vedere il campo I del Khosar Gang.
Le condizioni meteo sono state buone a eccezione del giorno in cui abbiamo tentato la vetta, durante il quale il freddo a -15° abbinato a un forte vento e a leggero nevischio hanno reso quella salita particolarmente complicata e la percezione della bassa temperatura ancor più intensa..
Giunti infatti a circa 200 metri di dislivello dalla cima, Cory accusava freddo inte
nso e scarsa sensibilità ai piedi e alle mani e per evitare qualsiasi rischio di grave congelamento ho deciso che saremmo rientrati tutti assieme a Campo 1 e poi direttamente al campo base. La fotografia qui accanto è quella del momento in cui abbiamo preso la decisione di rinunciare alla vetta e quello ripreso sono io.

Un Nobel per l'omeopatia

"Science" intervista il premio Nobel Dr. Luc Montagnier sull'omeopatia e segnali elettromagnetici "


Montagnier. Negli ultimi giorni del 2010 i giornali hanno riportato la notizia di un rapporto australiano pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Disease in Childhood - dal titolo originale “Adverse events associated with the use of complementary and alternative medicine in children” - in cui si affermava che l’uso indiscriminato delle medicine alternative può essere molto pericoloso o addirittura mortale per i bambini. Nel contempo il Comitato Scienza e Tecnologia del Parlamento inglese ha sollecitato il governo e il servizio Sanitario nazionale a cancellare ogni erogazione di fondi a favore della pratica omeopatica: «i prodotti omeopatici non sono medicine e non dovrebbero più essere autorizzati dal Mhra (l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci)».
La Rabbia è figlia della Paura, come insegna la medicina cinese. Ecco perché i detrattori dell'omeopatia attaccano senza pietà: hanno paura e reagiscono con la violenza. E’ l’ elefante impazzito alla vista del topolino, che gli sguscia tra le zampe. L’ elefante non capisce perché non riesce a schiacciarlo, nonostante la sua mole, i barriti, la proboscide.
Forse la paura nasce da piccoli ma importanti segnali di crepe sul fronte. Per esempio l' intervista davvero notevole recentemente pubblicati sulla rivista Science (24 dicembre 2010) al virologo francese e premio Nobel dottor Luc Montagnier che descrive il suo ultimo lavoro che ha implicazioni significative sulla omeopatia. Questa ultima intervista esprime l' alto rispetto che ha il dottor Montagnier per la medicina omeopatica e le sue preoccupazioni circa il "terrorismo" contro di lui e altri validi ricercatori da parte degli scettici non adeguatamente informati. Montagnier fa la seguente forte dichiarazione riguardo ' omeopatia e le dosi omeopatiche : "Non posso dire che l'omeopatia funzioni. Quello che posso dire ora è che le alte diluizioni funzionano. Le alte diluizioni di qualcosa, non sono nulla. Sono strutture di acqua che imitano le molecole originali." Inoltre, Montagnier si riferisce al dottor Jacques Benveniste, lo scienziato francese che condusse una ricerca sulle dosi omeopatiche, come un "moderno Galileo".

Crescita declino e resurrezione

lavandaia. Vi ricordate quando Nausicaa, principessa dei Feaci, va a lavare i suoi vestiti al fiume, un trucco degli dei per farle trovare Ulisse appena gettato dalle onde sulla vicina spiaggia ? Omero, l’autore di questa storia di circa tremila anni fa, racconta che la principessa e le sue amiche per lavare pestavano i tessuti con i piedi in una fossa piena di terra, perché gia allora si sapeva che certe terre assorbono il grasso e lo sporco dai panni; una conoscenza diffusa dovunque già nel mondo antico in cui si usava pulire con terra da folloni, una argilla (un silicato di alluminio talvolta contenente sodio, potassio, calcio), i tessuti sia a livello domestico sia, più tardi, a livello industriale.

Con il procedere dell’industrializzazione sono state scoperte le argille più idonee e l’operazione di follatura, invece che con le mani e i piedi è stata fatta con adatte macchine, le gualchiere, azionate del moto delle acque. Poi le conoscenze chimiche hanno offerto altri materiali per lavare; poi, quando si è scoperto che i carbonati di potassio e sodio delle ceneri delle piante, altri ingredienti del lavaggio, potevano essere fabbricati artificialmente, si è avuta la diffusione delle prime fabbriche di soda, già agli inizi dell’Ottocento. Poi le conoscenze della chimica hanno permesso di ottenere industrialmente i saponi, i sali di sodio e potassio degli acidi grassi.

Prevenire è meglio che curare

‘’ a proposito di traumi articolari, pubblichiamo i suggerimenti di un esperto in materia il Dottor Marco Franchini, collaboratore di IOME ITALIA, ringraziando cordialmente’’

 

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE IN TRAUMATOLOGIA

 


ginocchio.

“Prevenire è meglio che curare” recitava un azzeccato slogan pubblicitario qualche anno fa. Ebbene, reduce da un intervento al ginocchio resosi necessario per curare gli effetti di una severa frattura riportata 25 anni fa, sto avendo modo di rendermi conto della veridicità di questa affermazione.

Tranquilli, non ho nessuna intenzione di tediarvi coi miei problemi di salute personali ma semplicemente di rendere pubblica la mia esperienza personale e quella di qualche centinaio di pazienti da me curati nella speranza che possa essere di qualche utilità.

Col senno di poi tutti noi eviteremmo degli eventi che hanno portato a lesioni più o meno severe, questo è fin troppo banale. Meno banale è l’atteggiamento che bisogna avere (sottolineo, bisogna avere) una volta riportate queste lesioni perché questo condizionerà inevitabilmente la qualità di vita che ci resta da vivere. E certamente è meno facile dato che di buoni propositi è facile farne ma molto più difficile è tradurli in pratica.

Il miglio indiano (Eleusine coracana L. Gaertn.)

Per tutti i nostri appassionati mangiatori di miglio, per coloro che non sanno cosa sia, per quelli che pensano che sia cibo per gli uccellini... Come il riso questo cibo degli dei ha nutrito l'umanità per secoli e secoli. Rimettiamolo nella nostra alimentazione quotidiana, tra le sue proprietà quella di nutrire le cellule ossee e cartilaginee, migliora la qualità degli annessi cutanei e ci ''ringiovanisce''!

Un cereale dell’antichità per la sicurezza alimentare odierna


di Guido Agostinucci



Famiglia: Poaceae
Sottofamiglia: Chloridoideae
Genere: Eleusine
Specie: coracana

Origini e diffusione

Sebbene in italiano il nome comune di questa specie fa chiaro riferimento all’India, diversi studi hanno confermato come luogo di origine del panico indiano (Eleusine coracana) gli altopiani etiopi dell’Africa orientale (D’Andrea et al, 1999). Difatti, i ritrovamenti archeologici più antichi di questa specie, risalenti a 5.000 anni fa, sono stati estratti da scavi effettuati ad Axum, in Etiopia e sono molto simili alle varietà attualmente coltivate (de Wet, 2006). Oggigiorno, il panico indiano é coltivato principalmente in paesi dell’Africa orientale quali l’Etiopia e l’Eritrea e tale coltivazione si espande a sud del continente fino al Mozambico, Malawi, Zimbabwe e Sud Africa dove prima dell’introduzione del mais, il panico indiano costituiva l’alimento principale delle diete locali. In Uganda, il panico indiano é tuttora tra i cereali di maggiore importanza essendo coltivato su una superficie di oltre 0,4 milioni di ettari. Nell’Africa occidentale, tale specie ha un’importanza assai minore anche se lo si trova in Namibia ed alcune zone a bassa piovosità del Niger, Nigeria e Senegal. Circa 3.000 anni fa, il panico indiano raggiunse il continente asiatico dove tutt’oggi viene coltivato principalmente negli altipiani dell’Himalaya in India, principale produttore mondiale, ed in Nepal. Lo si trova anche in Cina, Giappone e Stati Uniti dove però ricopre un’importanza marginale.

I denti e la rieducazione neuromuscolare

 

 

Pubblichiamo un articolo molto importante per tutti i genitori e i loro bambini. Vi invitiamo ad esplorare anche il sito ....www.bambinonaturale.it .... per l'ampiezza di vedute, informazioni ed assistenza forniti.



sorriso.

Cominciamo subito a dirlo, e lo ripeteremo: i denti non sono il problema, sono le vittime! I denti (e lo scheletro di cui fanno parte) si formano dopo i tessuti molli (muscoli e fasce connettivali), i quali sono i responsabili della formazione dei tessuti duri e della forma che questi assumeranno nello spazio.

Quindi avere i denti storti significa avere i muscoli e gli altri tessuti molli che non hanno maturato una corretta funzione, ossia un giusto modo di funzionare. Ed in particolare si tratta dei muscoli di labbra, lingua, guance.

I denti, se storti, stanno lì ad indicarci questo ritardo funzionale dei tessuti molli.

In che cosa consiste questo ritardo?

Considerate che anche l'Organizzazione Mondiale delle Sanità da anni è arrivata a consigliare l'allattamento materno fino ad oltre i due anni. Questo implica che la corretta maturazione funzionale dei muscoli della faccia ( che sono anche muscoli accessori della respirazione ) necessita di almeno due anni di allenamento per completarsi; questo allenamento va fatto con uno strumento di ginnastica posturale adatto, ossia il seno materno, e non con ciucci, biberon e alimenti molli !

Prodotti erboristici vietati?

Dopo un anno Remedia riprende la pubblicazione di articoli importanti per la salute. Ci permettiamo condividere l'ultimo articolo a proposito di ''prodotti erboristici'' sperando di fare cosa gradita ai nostri frequentatori di sito. Grazie naturalmente a Remedia, come sempre.

 


botanica. Nelle ultime settimane sono apparse su web e mass media articoli che parlano di una Direttiva Europea che renderebbe illegale i preparati a base di erbe. Notizie che hanno destato notevoli preoccupazioni e perciò ci sembra opportuno dare informazioni più precise a riguardo.
Il Parlamento Europeo il 31/3/2004 ha emanato la Direttiva 2004/24/CE riguardante i cosiddetti Medicinali Vegetali Tradizionali, cioè medicinali a base di erbe. La norma prevede una registrazione semplificata per i medicinali a base di erbe che hanno un uso tradizionale almeno trentennale nella CE. Come termine ultimo per la piena entrata in vigore è stato fissato l’aprile 2011.
Come al solito nel nostro Paese ci siamo accorti tardivamente di questa Direttiva che è stata recepita con il D.L. 219/2006 più di 4 anni fa. L’obbiettivo del legislatore europeo era di permettere di registrare prodotti a base di erbe come medicinali anche in assenza di costosissime prove scientifiche sull’efficacia e sulla sicurezza. In altre parole la direttiva dice: se un preparato a base di erbe è stato usato da almeno 30 anni senza che siano stati notati gravi effetti collaterali si presume che sia efficace e sicuro. Di per sé una buona idea perché si parte comunque da una sperimentazione sicuramente più attendibile di quelle che attuano le case farmaceutiche per dimostrare l’efficacia e la sicurezza dei farmaci di sintesi.
Una legge che sembra fatta a favore delle erbe e del loro utilizzo perché così finalmente sarà permesso di indicare le proprietà terapeutiche delle erbe e i prodotti a base di erbe saranno mutuabili. Ma in realtà assomiglia più a un cavallo di Troia. Vediamo perché.

Consigli utili per avere cura dei nostri reni

reni. Secondo una vecchia tradizione e classificazione orientale, il 7 novembre e' l'inizio dell elemento acqua e lo si trova nel gelo, nel dissolversi, nell’energia che scorre. E' il tempo di nutrire i nostri reni, la vescica e gli organi riproduttivi. Rappresentano la forza vitale del nostro corpo (il CHI) e governano la salute delle nostre ossa, dei denti, dei capelli, delle unghie e della pelle.

Ricordiamo che:

- i reni amano stare caldi

- cibi e bevande fredde li contraggono ed accellerano la formazione di calcoli

- è il momento di nutrirci di: zuppe di miso, cereali invernali come il riso e il grano saraceno, verdure sobbollite con aggiunta di zenzero, fagioli e legumi stufati con verdure e radici, bevande calde….

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