Conferenze mese di giugno 2013

Serate-culturali-solime.

Rosa-di-Biccari.
Ansia Insonnia e stress

La Dott.ssa Rosa di Biccari

ll nostro corpo riesce ad adattarsi ai cambiamenti. Ma quando questi cambiamenti sono troppo repentini e frequenti come nella vita moderna, il nostro corpo non riesce più a fronteggiarli. L'organismo reagisce allo stress aumentando la secrezione di certi ormoni e inibendone altri, la produzione di sostanze messaggere come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina viene compromessa.
I sintomi dello stress sono evidenti: frequente sensazione di stanchezza generale, accellerazione del battito cardiaco, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera allo stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, difficoltà ad esprimere i concetti, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie. Negli individui soggetti a stress, il livello degli zuccheri nel sangue si alza e diminuisce rapidamente ed in modo irregolare. Se la glicemia si abbassa gli stati di stress possono intensificarsi notevolmente. Inserire quindi nella dieta succhi di carota, centrifugati di verdure e frutta.
Consumare alimenti come le banane, pomodori crudi e meloni, che contengono potassio, minerale indispensabile per il buon funzionamento del sistema nervoso e non dimenticate cibi ricchi di magnesio, come alghe, germe di grano, mandorle, tofu e miglio.
Occorre prima di tutto riequilibrare corpo e mente con i fiori di Bach. Questi fiori possono essere di grande aiuto in caso di disturbi da ansia. Si prendono 4 gocce di un fiore 4 volte al giorno, lontano dai pasti, fino al miglioramento dello stato d'animo.
Agrimony: questo fiore è l'ansiolitico per eccellenza, il rimedio che “smaschera” ciò che nascondiamo dentro di noi e lo porta a galla, diminuendo la pressione interna.
Aspen: le persone che hanno bisogno di Aspen sono sensibili all'ambiente circostante, alle brutte notizie. Si tratta di un'ansia totale e indistinta, che si manifesta con sensazioni oscure, presagi di sventure in arrivo, timori non razionali.
Cherry Plum: Si vive in uno stato di eccessiva tensione, troppo pressati da eventi o da qualche conflitto, il sistema nervoso comincia ad essere logorato. Si percepisce questo stress psichico, ci si sente vicini al crollo, temendo che questo sia inevitabile e irreversibile, fino a portare alla perdita della ragione.
Chicory: E' il rimedio per quelli che si preoccupano molto delle necessità altrui; tendono ad essere stracolmi di attenzioni verso i figli, familiari, amici, trovando sempre qualcosa da rimettere in ordine. Elm: Quando per lungo tempo il soggetto ha sopportato un oggettivo sovraccarico di impegni e/o responsabilità, l'esaurimento delle energie psicofisiche, può portare ad uno stato ansioso, spesso accompagnato da depressione.
Impatiens: Veloce nel pensiero e nell'azione. Il tipo impatiens vive una tensione ansiosa costante, di cui però raramente è consapevole, sebbene vi siano evidenti ripercussioni anche sulle sue funzioni fisiologiche.
Mimulus:l'ansia è concreta, centrata sulla paura del mondo. Si manifesta ogni volta che la persona deve affrontare un'esperienza che implica un giudizio, per esempio un esame, un colloquio di lavoro ecc.
Rescue Remedy:Applicazioni: svenimenti, incidenti, confusione mentale, cadute, contusioni, slogature, ferite, reazione isterica a ciò che accade, lutti, prima e dopo il parto, prima di un processo, lite in famiglia, lavorare sotto stress, separazione, esami, tenere un discorso, un colloquio di lavoro.
Di notevole aiuto sono anche tutte le erbe medicinali rilassanti quali lavanda, melissa, valeriana, passiflora, tiglio.

 

Rosa Selvatica


rosa-logo.

Azienda Agricola e Laboratorio Cosmetico delle Dott.sse Ferrari


PRODUZIONE ARTIGIANALE PROPRIA CON FIORI ED ERBErosa-selvatica OFFICINALI



Rosa Selvatica è una piccola azienda a conduzione familiare che con passione e amore, nel massimo rispetto della natura e dei suoi ritmi, coltiva e raccoglie le erbe officinali e i fiori selvatici in luoghi pulsanti di energia e lontano da fonti di inquinamento, trasformandoli in cosmetici naturali e biologici ottimi per la salute, il benessere e la bellezza del corpo e della mente.

Un prodotto cosmetico di buona qualità è di fondamentale importanza, basti pensare che il nostro corpo respira di più attraverso la pelle che non attraverso i polmoni. E' pertanto necessario evitare che i tanti ingredienti di sintesi, chimici, derivati dal petrolio, conservanti..., vengano introdotti, attraverso la pelle nel nostro corpo causando problemi alla salute.

Nel nostro piccolo laboratorio seguiamo scrupolosamente tutte le fasi della lavorazione dei nostri cosmetici, dalla coltivazione e dalla raccolta selvatica delle erbe officinali, all'estrazione delle loro preziose proprietà; dalla produzione al confezionamento ed infine la commercializzazione.

Creme per il viso e per il corpo, oli e pomate curative, shampoo, detergenti, tonici, deodoranti, oli essenziali, acque aromatiche ... e molto altro ancora, creato tutto in modo RIGOROSAMENTE ARTIGIANALE.

Alla base del nostro operare c’è un costante e continuo lavoro di studio e di ricerca, in quanto è nostro desiderio migliorare sempre di più i nostri prodotti per poter contribuire ad avvicinare l’uomo alla natura, alla sua armonia, nel rispetto delle sue leggi.

rosa-selvatica-viso. rosa-selvatica-stand.

www.rosaselvatica.it
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Via Dei Gonzaga 183/B, RE. Tel: 0522 531226

ln cammino con i figli

crescere-figli. Cosa sono i figli?

Sono il modo che ha inventato la nostra specie per raggiungere l’immortalità.Il tentativo è di lanciare attraverso il DNA “tutto ciò che siamo” nel futuro.

Serve l’amore per fare i figli.Per farli materialmente. Ogni evento stressante rischia di distogliere energia ed attenzioni da questo compito primario. Far l’amore è bello, è ludico, è fonte di salute, ma, alla fine, è ancora il mezzo migliore per fecondare una nuova vita.L’amore serve poi per crescerli i figli.Se non investiamo tempo, progettualità, educazione, non creeremo quell’attaccamento e quelle sicurezze che permetteranno ai nuovi venuti di affacciarsi al mondo senza troppe fragilità. 
Attenzione però, anche il troppo amore può danneggiare.I figli non sono nostre proprietà.Il nostro compito è proteggerli, aiutarli a superare gli ostacoli incoraggiandoli, ma, al momento opportuno, dobbiamo tagliare il cordone ombelicale e spingerli all’autonomia. Perché i nostri figli possano fare meglio di noi, occorre superare il nostro egoismo possessivo e staccarci da loro. 

Il cammino con i figli.

Andromeda eco-gioielli

Le creazioni di AndromedA

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Il marchio Andromeda Eco-gioielli nasce nel 2010; Simona Negrini, creatrice del marchio e realizzatrice dei bijoux, nasce a Modena nel 1977, si diploma presso l'Istituto d'Arte Adolfo Venturi e successivamente consegue la Laurea in Conservazione dei Beni Culturali a Ravenna, seguono poi due Master presso le Università di Roma Tre e Tor Vergata

(“Scrittura, Lettura e la Rete” e “Mediazione Culturale e Didattica Museale”). E’ attualmente iscritta all’Istituto Gestalt di Bologna. Andromeda, “seguace” del pensiero Steineriano, si dedica da anni all'arte contemporanea, organizza eventi espositivi, cura pubblicazioni, ma parallelamente di dedica al design sostenibile e l'eco-arte, temi dominanti delle ultime creazioni artistiche. Attualmente collabora con atelier di moda critica, giovani stilisti e associazioni culturali che si occupano di riciclo creativo; partecipa a concorsi ad esposizioni in tutta Italia. Le creazioni di AndromedA sono in vendita presso atelier di moda critica ed etica. Dal 2011 cura, in tutta Italia, workshop per la realizzazione di eco-gioielli ispirandosi all’automatismo psichico surrealista.

 

La mission

 

AndromedA è un'instancabile sperimentatrice, predilige materiali riciclati ed ecologicamente sostenibili. Oggetti in disuso, del passato e del presente, vengono re-interpretati mediante un processo di de-costruzione significante. Gli Eco-gioielli AndromedA privilegiano forme morbide e sinuose, colori saturi e complementari, che trovano ispirazione dal mondo naturale. Il microcosmo è la vera fonte d'ispirazione per un nuovo modello di bellezza, non più intesa come effimera vanitas ma come emblema di un corpo simbolico in grado di comunicare emozioni, sensazioni e pensieri.

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Contatti:

Simona Negrini

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

sito web:www.andromeda-ecogioielli.com

Facebook: AndromedaEcoGioielli

 

PROSSIMAMENTE IN PREPARAZIONE OTTOBRE/NOVEMBRE 2013

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Le diete vegane presentano un rischio di cancro inferiore

 

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Le diete vegane sono collegate a un tasso di cancro globale inferiore, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention.
Le diete di 69.120 partecipanti del Adventist Health Study-2 sono state monitorate per più di quattro anni.
I modelli alimentari sono stati suddivisi in cinque categorie:
1) non-vegetariani
2) semivegetariani
3) latto-vegetariani (consuma prodotti lattiero-caseari e uova)
4) pesco-vegetariani (consuma latticini, uova e pesce)
5) vegani

I vegani avevano un 16 per cento di diminuzione del rischio di tutti i tumori, e le donne vegane hanno avuto un 34 per cento di diminuzione del rischio di altri tumori specifici, tra cui seno, ovaie e tumori uterini, rispetto ai non-vegetariani.

Nelle conclusioni è scritto:
Le diete vegetariane sembrano conferire protezione contro il cancro.
La dieta vegan sembra conferire un più basso rischio di cancro in generale e altri specifici tumori femminili, rispetto ad altri modelli alimentari.
Le diete lacto-ovo-vegetariane sembrano conferire protezione contro i tumori del tratto gastrointestinale."

 

Autori:
Tantamango-Bartley Y, Jaceldo-Siegl K, Fan J, Fraser G.
“Vegetarian diets and the incidence of cancer in a low-risk population”.
Cancer Epidemiol Biomarkers Prev - Nov. 20, 2012.

qui il testo in inglese

Cosa sono le nanopatologie

Ringraziamo il dottor Montanari e la dottoressa Gatti per l'articolo che segue per chi avesse voglia di approfondire ulteriormente la materia, segnaliamo il sitoNanodiagnostic.

 

nanopatologie

CHE COSA SONO LE NANOPATOLOGIE?


Stefano Montanari – Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics
Via E. Fermi, 1/L – 41057 San Vito (Modena)
www.nanodiagnostics.it

 

Pur coinvolgendo non pochi campi della medicina, l’argomento è senza dubbio nuovo al di fuori di ambiti scientifici molto particolari e ancora riservati agli addetti ai lavori.olendo offrire una definizione succinta, le nanopatologie sono le malattie provocate da micro- e, soprattutto, nanoparticelle 1 inorganiche che in qualche modo riescono a penetrare nell’organismo, umano o animale che sia, e non ha alcuna importanza come queste entità piccolissime riescono ad entrare o come sono prodotte.
È un dato di fatto che i meccanismi seguiti da una particella una volta che questa sia riuscita a penetrare nell’organismo sono gli stessi, indipendentemente dalla sua origine. All’inizio degli anni Novanta, il Laboratorio di Biomateriali dell’Università di Modena fondato e diretto dalla dottoressa Antonietta Gatti si trovò ad investigare sul perché un filtro cavale si fosse rotto all’interno della vena cava di un paziente 2. Il perché questo si fosse rotto fu un problema di facile soluzione, ma la nostra analisi, eseguita con sistemi fisici, rivelò qualcosa di molto strano, vale a dire la presenza su quell’oggetto di elementi come, ad esempio, il titanio, che non fanno parte dell’organismo di alcun animale superiore né entrano nella composizione del dispositivo. Un paio d’anni più tardi, ci si presentò un caso del tutto analogo e, ancora una volta, trovammo che elementi estranei sia ai tessuti umani sia alla lega metallica del filtro erano presenti.
Poi, alla fine del 1998, la dottoressa Gatti ebbe l’occasione di esaminare i reperti bioptici epatici e renali di un paziente che da oltre otto anni soffriva di febbre intermittente unita a gravi compromissioni al fegato e, soprattutto, ai reni, senza che nessuno fosse in grado di dire da dove questi sintomi originassero. Con grande sorpresa, in seguito alle analisi eseguite fu evidente che quei tessuti contenevano micro- e nanoparticelle di materiale ceramico, un materiale identico a quello che costituiva la protesi dentaria usurata che il paziente portava. Ciò che era avvenuto era abbastanza semplice: i detriti che la protesi produceva a causa di una cattiva occlusione e, dunque, di una scorretta masticazione, e di un tentativo maldestro di aggiustamento erano stati inghiottiti per otto anni.
Poi questi detriti erano in qualche modo finiti nel fegato e nei reni dove erano restati, provocando una granulomatosi che si era aggravata tanto da condurre il paziente sull’orlo di un trattamento emodialitico cronico che pareva ormai inevitabile. Rimossa la protesi e trattato il soggetto con un’opportuna terapia cortisonica, i sintomi si stabilizzarono, in parte anche regredendo, e non ci fu bisogno di ricorrere all’emodialisi. Cominciammo allora a cercare negli archivi delle Università di Modena e di Magonza (Germania) e del Royal Free Hospital di Londra per avere reperti autoptici e bioptici di pazienti che soffrissero o avessero sofferto di malattie criptogeniche, in particolare quelle delle quali fosse possibile ipotizzare un’origine o, comunque, una componente, infiammatoria.
Il materiale su cui cominciammo a lavorare riguardava principalmente varie forme tumorali e granulomatosi di origine non virale e non batterica. In tutti i casi esaminati i campioni contenevano micro- e nanoparticolato inorganico. Sulla base di quanto stavamo trovando, la dottoressa Gatti chiese ed ottenne un supporto finanziario dalla Comunità Europea per allestire una ricerca più sistematica, e il progetto (QLRT-2002-147), che coinvolse anche le Università di Magonza e di Cambridge, la FEI (gruppo Philips) e la Biomatech (azienda privata di ricerca francese), fu battezzato “Nanopathology”, indicando con quel neologismo lo studio delle patologie indotte da micro- e nanoparticelle. Si acquistò, allora, un microscopio elettronico a scansione ambientale (ESEM) accessoriato con uno spettroscopio a raggi X a dispersione d’energia (EDS) e si approntò una metodica ad hoc, che ancora non ha uguali al mondo, appropriata per i nostri scopi. Il vantaggio principale di quel tipo di microscopio è la possibilità che questo offre di osservare campioni biologici vitali in condizioni ambientali, vale a dire non sotto vuoto (il che ne farebbe evaporare tutto il contenuto d’acqua, uccidendoli) e senza ricopertura di metalli o di carbone (il che introdurrebbe degl’inquinanti). L’EDS, invece, permette di eseguire un’analisi elementare assolutamente precisa e puntuale del campione. Iniziate le ricerche, fu subito evidente che il particolato micro- e nanometrico è in grado di entrare nell’organismo e, almeno in parte, non viene affatto eliminato come, invece, era sempre stato dato per scontato pur senza alcuna base scientifica sperimentale, dato che nessuna ricerca in proposito era mai stata eseguita. Fu altrettanto evidente come la via preferenziale d’ingresso di quel materiale sia l’inalazione. A causa delle loro ridottissime dimensioni, quelle particelle, non importa come prodotte, restano sospese nell’aria per tempi lunghissimi.
Da qui, vengono inspirate e finiscono negli alveoli polmonari dove, se sono abbastanza grossolane (si parla, comunque di qualche millesimo di millimetro), sono fagocitate dai macrofagi. Una volta che questi corpi estranei sono stati divorati, i macrofagi non sono però capaci di degradarli e, dunque, di distruggerli, perché quei corpi estranei non sono biodegradabili. La conseguenza è che, morto il macrofago, la particella rimane nell’organismo, a meno di quella frazione che i macrofagi sono riusciti a portare a livello delle vie respiratorie superiori per venire poi eliminate tramite l’espettorazione. Se il particolato è di dimensioni nanometriche, e si parla da qualche decimillesimo di millimetro in giù, questo passa direttamente, entro un minuto, dall’alveolo polmonare alla circolazione sanguigna. Dal sangue agli organi il passo è breve, soprattutto se si pensa che le nanoparticelle entrano anche nei globuli rossi, un ottimo cavallo di Troia per superare ogni barriera.

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Fig. 1 - Nanoparticelle di ferro all’interno di un globulo rosso

Cos'è il Kamut

‘’ Riceviamo questa segnalazione da un nostro collaboratore a proposito del GRANO KAMUT. Ci piace condividerla con coloro che ci leggono. Se qualcuno vorrà scriverci con altre informazioni utili sarà un piacere pubblicarle. Buona lettura a tutti ‘’

COS'E IL KAMUT ?

kamut.

È famoso in tutto il mondo grazie a un’operazione di marketing senza precedenti. Gli intolleranti al glutine lo chiedono in continuazione, i panifici ne hanno moltiplicato le vendite in maniera esponenziale. Pane di Kamut, focacce di Kamut, prodotti di Kamut. Ma il Kamut non è un tipo di grano, è semplicemente un marchio. Una varietà di frumento coltivata principalmente nel Montana e in Canada sotto lo stretto controllo della famiglia Quinn, più veloce di tutti a intuire il business. Poco glutine, una storia fatta di leggende e un nome di fantasia. Ecco la vera ricetta di un prodotto che ora è raro e aumenta di prezzo perché - dicono i Quinn - le loro coltivazioni sono state devastate dalle alluvioni. In realtà non è così: di Kamut ce n’è per tutti, ma non lo sappiamo.
«Kamut in egiziano vuol dire “anima della terra”, gli americani hanno il monopolio sulla sua vendita e ormai tutto il mondo non chiama più questo frumento con il suo nome originale, Khorasan – spiega Giuseppe Da Re, titolare della Da Re Spa, prima azienda in Italia per l’importazione di Kamut – Il 24 dicembre 2011 siamo stati informati dalla Kamut International Ltd che, a causa di un’alluvione, le consegne in Europa si sarebbero limitate al 25% del totale. Io però non credo a questa tesi, sotto c’è una storia ben più complessa che nasce dalla speculazione economica». La storia del Kamut si tinge così di giallo. È l’intrigo del frumento.

UE mette al bando le sementi tradizionali

Pubblichiamo una notizia tremendamente importante:
La Comunità Europea sembrerebbe voler affossare tutti coloro che non vogliono rientrare nelle regole dell'industria alimentare. Leggi l'articolo


semi-antichi.
In una sentenza del 12 Luglio, la Corte di Giustizia dell' Unione Europea, ha confermato il divieto di commercializzare sementi di varietà tradizionali che non siano state iscritte nel catalogo ufficiale europeo. E' la sconfitta delle associazioni volontarie impegnate nella salvaguardia della varietà delle piante antiche, l'unica alternativa che avevamo a sementi industriali ed OGM.

Le sementi tradizionali sono il risultato di millenni di selezione derivati dall’esperienza agricola umana, un tesoro che si è conservato nei secoli protetto dagli agricoltori; queste sementi riassumono in sé la memoria storica e biologica dell’agricoltura e racchiudono un patrimonio genetico molto vasto che determina la biodiversità dei prodotti agricoli.

Chi paga il pifferaio sceglie la musica

cocacola.
In giornate così calde, si cerca refrigerio anche con bibite e bevande. Io evito quelle che contengono Il 4-metilimidazolo, in Europa identificato dal codice E150d, che conferisce il classico color caramello alle bibite a base di cola (es. Coca Cola e Pepsi), di chinotto, e di thè. Dal 2008 il 4-metilimidazolo è inserito nella lista di sostanze nocive per la salute dell’uomo per il rischio di cancerogenicità. Secondo i dati del Center for Science in the Public Interest (CSPI, una delle più importanti associazioni che si occupano dell’impatto delle sostanze tossiche sulla salute) i livelli di 4-MEI nelle bevande a base di cola delle maggiori corporation aumentano il rischio di cancro sino a 4,8 casi su 100.000 . “Può nuocere gravemente alla salute" è quanto sarebbe dovuto comparire sulle bottiglie e sulle lattine delle diffusissime bevande, in base alla legge californiana, dove la sensibilità ambientalista e l’attenzione contro le sostanze inquinanti e tossiche presenti nel cibo e nell’acqua sono molto alte.

Sappiamo cos’è la Pollina?

Gallina.

A Bedizzole, vicino al lago di Garda, un comitato di cittadini è riuscito a bloccare la realizzazione di un inceneritore (o gassificatore) sperimentale di cacca di pollo (pollina).

 

CITTADINI - INQUINATORI: 1-0

 

Dopo le amministrative di maggio 2012 e dopo la giornata di oggi si riaccende un barlume di speranza, potendo toccare con mano quanto possa essere importante il risveglio dei cittadini, per troppi anni controllati unidirezionalmente dai mass media, e che oggi possono, invece, attivarsi e moltiplicare il loro potere grazie alla comunicazione e alla collaborazione.  Il progetto era stato presentato oltre un anno fa da una azienda, che ne avrebbe ricavato finanziamenti pubblici milionari a favore delle energie rinnovabili. La pollina, infatti, è stata recentemente equiparata per legge alle biomasse per poterne incentivare l'incenerimento. Scelta in controtendenza rispetto allo smantellamento degli inceneritori in corso in America e in Europa, le cui linee guida per l'ambiente indicano il divieto di realizzazione di nuovi inceneritori per rifiuti che possono essere differenziati o compostati.

LA GIORNATA MONDIALE CONTRO I C.E.M. INNATURALI

Il 21 aprile è l'EMR ACTION DAY, cioè la Giornata Mondiale contro i Campi Elettromagnetici innaturali, un'iniziativa a livello mondiale, di cui purtroppo i media italiani non danno notizia.
cellulari-radiazioni. E mentre in Italia nessuno presta attenzione ad un tema così importante per la nostra salute, il Parlamento di Israele ha approvato una legge che impone sulle confezioni dei telefonini una scritta che recita: 'Warning - the Health Ministry cautions that heavy use and carrying the device next to the body may increase the risk of cancer, especially among children' cioè 'ATTENZIONE - Il Ministro della Salute avvisa che uso intenso e il posizionamento di questo telefono vicino al proprio corpo può causare il rischio di cancro, specialmente per i ragazzi' (fonte: Haaretz).

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