Il cucciolo

anatroccolo

Ieri ero al al lavoro in negozio e mio figlio Mirco era andato in ludoteca allo spazio giovani. 

Verso sera mi ha telefonato  per dirmi che tornando al negozio aveva trovato un anatroccolo ferito in un campo lungo la strada di ritorno, se poteva portarlo qui per andare dal nostro veterinario.

Gli ho detto di si 

10 minuti dopo è arrivato con alcuni ragazzi e ragazze del suo calibro, aveva in mano un piccolo esserino tremante.

I bambini avevano le lacrime agli occhi.

Ho preso le chiavi e stavo per caricarli tutti in macchina ( ed è tutto un dire visto che ho una Panda)  per andare dalla nostra veterinaria, quando ho pensato che viste le condizioni dell’anatroccolo non sarei giunta in tempo.
Allora ho chiesto se c’era un veterinario a Correggio e una ragazzina bionda mi ha detto di si, era ad un chilometro dal negozio.

Siamo partiti tutti in fretta a piedi

Abbiamo attraversato la piazza e sotto i portici tanti ragazzini si avvicinavano per chiedere cosa stava succedendo, cos’era quella processione. Poi mi sono accorta che si accodavano a noi e ci seguivano tutti.
Abbiamo fatto un bel corteo fino all’ambulatorio del veterinario, intanto la ragazzina bionda che mi stava facendo strada mi raccontava che non aveva animali lei e se il piccolo viveva voleva tenerlo.

All’ambulatorio siamo entrati io Mirco e la ragazzina bionda, tutti aspettavano fuori notizie.

Era tardi purtroppo, non ce l’ha fatta. 

Dentro l’ambulatorio la bambina mi raccontava che quando l’avevano trovato c’era anche la sua mamma li vicino, ma non l’aveva voluto. Era andata via con gli altri anatroccoli. Questa cosa li ha molto colpiti, parlo dei bambini. 
Bambini, 12-13-14 anni non di piu’. Erano tenerissimi tutti, alcuni li vedevo in estate in piazza qui da me.

Ho spiegato a tutti che il piccolo se n’era andato, alcuni non ci credevano perché avevano visto che aveva ancora gli occhi aperti. Alcuni han voluto toccarlo.

Poi pian piano se ne sono andati

Io e Mirco abbiamo messo il cucciolo in un sacchetto e poi lo abbiamo sepolto nel nostro giardino. 

Pero’ io non mi dimentico di quello stuolo di ragazzini che mi seguiva ieri e ho ancora un po’ il nodo alla gola.

Per i bambini che leggeranno questo piccolo racconto aggiungo che probabilmente il piccolo era ammalato e che la madre non l’ha abbandonato perché fosse cattiva, bensì in natura la saggezza vuole che un individuo non in grado di vivere soccomba e che non venga sprecato nulla e nessuna energia inutile per la sua sopravvivenza.

Grazie a CamminaMente che mi ha consentito di pubblicare questo avvenimento.

Milva
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