La storia di Sabrina e Zagor

Pubblichiamo la storia della malattia del gatto pelucchino ZAGOR e della sua padroncina SABRINA e del lungo cammino insieme verso la guarigione, una guarigione inattesa e neppure concepita nel pensiero di lei, ma viva e forte nel cuore di lui.

Ci auguriamo che raggiunga tante persone e che possa essere utile. Ma anche che altri abbiano voglia di condividere le loro storie di vita.

ZAGOR.

 

Cara ENRICA


quante cose.... devo dire che a volte da una storia tragica ne deriva un'esperienza eccezionale. Vale per la mia avventura con ZAGOR che è una grandiosa esperienza. Io dico che lui è il mio "maestro" ma ha fatto di più, ha fatto qualcosa anche per chi mi ha assistito e seguito, ha stupito tutti (questa storia fa molto riflettere) e aiutato anche la veterinaria omeopatica che non ci ha mai abbandonati nonostante fosse a casa e in pieno periodo parto, grazie ad internet ci ha seguiti in questi mesi e aiutati. Le sono infinitamente grata. Comunque lei stessa mi scrive queste belle cose, in due mail che ti riporto esattamente con le sue parole...

Bene bene. Devo dire che ZAGOR sta dando coraggio a tutti, e soprattutto a me! Perchè è la prova vivente che l'omeopatia è una grande medicina che fa miracoli. ZAGOR non solo ha una grande forza, ma ha avuto la fortuna di capitare in una casa di persone intelligenti ed illuminate che hanno creduto in lui fino in fondo e questo gli sta salvando la vita. Bravo ZAGOR e brava SABRINA. Se tutti i proprietari fossero come te io potrei lavorare come vorrei (cioè fare solo omeopatia) e molti animali vivrebbero più felici e più a lungo.
Continuate così!

Un bel racconto, quasi una favola a lieto fine...
ma tu ci pensi a quanti proprietari decidono per l'eutanasia in situazioni simili? Ti dicono. "almeno per gli animali si può fare, magari si potesse fare l'eutanasia anche agli uomini!". Ma tu ti rendi conto? Quante volte ci ho riflettuto! La gente non sceglie per il bene dell'animale, ma sceglie il certo per l'incerto, sceglie di affrontare un dolore subito, breve ed intenso ma sicuro piuttosto che trovarsi nell'incertezza del non sapere se, come e quando succederà. Nemmeno più il diritto di morire lasciamo ai nostri animali! E complici di tutto ciò sono i veterinari, che offrono l'eutanasia come "ultima soluzione".....ma sarà mica una soluzione??!!!
Per questo la storia di ZAGOR mi da coraggio.

Ho sottolineato la frase perchè trovo che abbia colto l'essenza

Cosa mi insegna tutta questa esperienza? Molto, moltissimo, una vita.....

Prima di tutto il coraggio delle proprie scelte. Sono fiera di me, e un po' più forte perchè ho deciso in base a quello che ritenevo giusto, quello che sentivo (in questi anni mi sono molto documentata sull'accompagnamento degli animali proprio perchè ho un animale anziano), quasi nessuno di quelli che conosco avrebbe fatto quello che ho deciso, non ho ascoltato gli altri tanto il classico era "ma non farlo soffrire" e quindi tutti a pensare la solita cosa, fai che sopprimerlo. Certo poi sembrava una perdita di tempo la mia idea di fargli delle flebo idratanti e con aminoacidi tanto il pensiero era, "deve morire e non servono a salvarlo, insomma perdi del tempo" Ma sono andata avanti per la mia strada. Non avevo certezze ovvero solo che non c'era scelta ma comunque per me era improponibile l'idea di chiudergli gli occhi, perciò ho cercato di metterlo a suo agio e di amarlo e prendermi cura di lui lasciandogli la libertà di decidere, quando e come andare. E lui mi ha stupita.

Secondo esistono delle capacità di recuperare degli organi degli esseri viventi che vanno oltre il comprensibile umano, insomma davvero sono in grado di fare cambiamenti eccezionali e straordinari, quindi la sentenza di un medico o veterinario in base a quello che è lo standard non è ora colato, o forse lo è seguendo i percorsi standard medici. E poi le parole hanno il valore che gli dai, non sono la realtà, la verità. Credo che questi siano i miracoli.....E perciò la parola speranza non deve mai morire.

Terzo ho la conferma che il digiuno è un grande strumento di guarigione del corpo, lui me l'ha dimostrato. La sua natura gli ha insegnato ad ascoltare il corpo e così per quasi tre mesi non ha mangiato. Nessuno gli ha detto non mangiare, il suo corpo semplicemente gli ha insegnato la strada. Un digiuno che fa un baffo a quello di Cristo...e io credo che questo gli abbia permesso di rigenerare il suo fegato, organo completamente compromesso a quanto pareva, addirittura il suo intestino che tendeva ad essere stitico con feci molto secche è tornato perfetto. Ora tu pensa, noi invece quando siamo malati ci obblighiamo a mangiare anche se non abbiamo voglia e peggio che peggio magari delle porcherie per stuzzicare lo stomaco ad ingerire qualcosa....insomma il non mangiare ci scatena paura, è proprio una ossessione quella che abbiamo per il cibo.

Quarto ho osservato e vissuto da vicino il percorso malattia/guarigione attraverso un essere speciale. Dico essere speciale perchè gli animali hanno davvero una marcia in più rispetto all'essere umano, hanno quella capacità di accettazione, consapevolezza nell'ascoltare il corpo e gli organi nelle loro necessità senza porre limiti. Hanno la capacità di fermarsi, di adattarsi ad una nuova quotidianità senza disperarsi o accanirsi. Ho visto tutte le sue fasi da quando si è conclamata la malattia (la sua generazione certo risaliva a molto tempo prima) con la sua perdita di forze e la chiusura in se stesso e il riposo ad oltranza nel cesto, il riposo dalla vita quasi si fosse messo in "aspettativa", alla ripresa lenta che riparte con piccolissimi gesti che cogli. Ho visto il suo corpo scaricare....10 giorni prima della ripresa, attraverso gli occhi, ha scaricato in maniera veramente copiosa muco dagli occhi e ha smesso quando ha iniziato a riprendersi. E anche nella ripresa non c'è la fretta del tutto subito, ma con la pazienza di ricominciare poco per volta. E così lo osservavo giorno per giorno, e vedevo che una mattina cominciava a lavarsi una zampetta e poi qualche giorno dopo la lavava con più intensità e si passava il musetto e poi nei giorni e nelle settimane scorgevo sempre cose nuove.E’ un continuo divenire ed è bellissimo il ritorno alla vita, osservarlo mi ha regalato tanta gioia nel cuore.

Quinto l'omeopatia non è acqua fresca come vogliono farci credere, funziona, sempre, anche nei casi gravi, ma richiede pazienza, costanza, tenacia ed è veramente qualcosa di eccezionale rispetto alla medicina allopatica. Non genera effetti collaterali e lascia lavorare il corpo. Certo, noi siamo abituati al ‘’ tutto subito ‘’, abbiamofretta e paura e le nostre medicine tradizionali ci servono su un piatto d'argento una soluzione tampone a queste nostre necessità. Peccato che non sia una soluzione per la nostra salute.

Sesto, dopo tutto questa vicenda ho imparato veramente a provare la gioia per le piccole cose. Tutto è diventato speciale, anche i gesti di quotidianità che sono la normalità della vita e che si sottovalutano, dandoli per scontati. Nulla è scontato, ma è pura vita e ora lo osservo con il cuore pieno d'amore lavarsi, mangiare, correre. Tutto diventa importante, ma anche fonte di gioia. Dovremmo ricordarcelo più spesso soprattutto quando ci perdiamo nelle nostre paranoie psicologiche che alla fine sono pure palle della mente.

Settimo, quanto è grande il legame tra animale ed essere umano con cui esso convive...Dipende da come hai convissuto e soprattutto da te, ma può essere enorme e soprattutto è puro amore. ZAGOR ed io in questi anni abbiamo condiviso di tutto e ora anche un percorso di guarigione assieme. La sua malattia si è conclamata proprio quando io ho preso coscienza del mio problema di salute ed ho deciso che dovevo prendermene cura. Tutto è cominciato a muoversi al rientro dalla mia vacanza: quando io mi sono resa conto che, oltre al bubbone sulla gamba, avevo creato anche un fungo e non potevo più far finta di nulla, lui ha iniziato a non mangiare. Il 20 ottobre la sua ecografia dettava la partenza di tutta questa storia, il 28 ottobre facevo consulenza con ENRICA. Lui mi ha mostrato la strada, viaggiando avanti a me, portandomi per mano. Mi ha insegnato ad accettarmi ed accettare, mi insegna la pazienza, la calma, ad ascoltare il corpo ed ascoltarMi e tutto quello che ho scritto finora.
Posso dire allora...quanta saggezza c'è in quel piccolo esserino peloso...e allora quanto male facciamo noi uomini a questi esseri veramente speciali...e lo sono sempre ‘’ speciali ‘’, anche se di allevamento e non nati liberi.

Ottavo, ho chiesto all'universo un miracolo per ZAGOR...e l'universo mi ha esaudita, questa è la seconda volta che capita (la prima è un altra storia di cui parlerò). Ma allora è vero che l'universo lavora per ciò che gli chiediamo, se fatto nella maniera giusta! Non so per certo quale sia la maniera giusta, ma ricordo che ho volto il pensiero all'universo per lo ZAGOR, poi ho lasciato andare questa richiesta pensando che stavo chiedendo troppo e che era una bella pretesa la mia, in fondo è vecchierello e poi tutti lo vogliono per i propri cari, così con molta pace mi sono preparata ad accettare il suo viaggio.

 

zagor-sabrina-dormono.


Vorrei aggiungere ancora qualcosa a tutto il mio manoscritto:

Nono, per ZAGOR si è formata una sorta di catena di energia d'amore creata dal pensiero da parte di tutte le persone che conosco che amano gli animali, tutte hanno condiviso con me l'idea del dispiacere di perdere un animale amato e tutte hanno volto a lui ogni tanto il loro pensiero. Questo insieme di pensieri d'amore ha formato una catena di energia positiva volta all'universo, è stata una sorta di preghiera che ha rafforzato la mia richiesta personale.

Decimo, c'è una parola importante da pronunciare, una parola tanto sfruttata, tanto inseguita, dramma e gioia della vita umana: Amore. Il punto è che la parola è parola, solo cinque lettere anche facili da pronunciare ma l'essenza è pura energia, emozione da vivere dentro e cogliere... è lavoro di una vita. Ma se cogli l'essenza, impari a riempire il tuo cuore di un'energia speciale. E' qualcosa che non si insegna e non si impara ma che ti farà incontrare la vita attraverso le tue esperienze, ecco perchè sono così importanti e dobbiamo accettarle. Nella vita tutto ha un senso. E nell'amore non esiste limite dettato da razza, specie, esiste un "cuore" che ama al quale non importa cosa dice la ragione. Quel Essere pelosino non ha meno importanza delle persone della mia vita, anche se le regole vogliono dirti che non può essere così perchè è solo un animale. Al mio cuore non frega nulla delle regole umane e sono ben lieta di annunciare che la nostra è una grande storia di amore, con stessa intensità e importanza di quelle umane. Non bisogna avere paura e limiti ad amare, nel nostro cuore c'è uno spazio inesauribile e possiamo permetterci di amare tanti esseri, tante persone e ce ne sarà sempre tanto e abbastanza per tutti. E ogni amore sarà speciale e diverso, quanto speciale e diverso è ogni essere vivente. Ogni amore ti aiuterà ad aprire il cuore, ti regalerà qualcosa di nuovo, ti renderà la vita più bella, ti renderà più forte. Tutto questo se aprirai il cuore. Questo è il segreto che contiene questa immensa parola e non può essere altro che energia positiva, se non lo è, vuol dire che non ti sei ancora sintonizzato sulle frequenze giuste.

Undicesimo, all'amore ho imparato ad abbinare la gratitudine. Anche questa non è solo una parola, è un'energia, una emozione e la vivi, non puoi importela. La gratitudine è una sorta di gioia, felicità che provi e dedichi a tutti, ma in primis all'universo in ringraziamento di tutto quello che hai, dell'amore che provi, del bello che ti circonda.

C'è da aggiungere che ovviamente tutta questa bella avventura con lo ZAGOR è stata un percorso vivendo, certo quando è iniziata non ho pensato: ‘’ bene faccio così perchè ora vedrai che qualcosa di speciale succede ‘’. Tanto è vero che il primo mese e mezzo avevo crisi di pianto ad ogni occasione; poi ad un certo punto mi sono fatta una ragione e ogni giorno che passava ringraziavo di averlo ancora avuto con me per un altro giorno. Infine, quando ho visto che teneva duro e ricominciava a piluccare, mi sono detta: "ma vuoi vedere che non ha davvero intenzione di andarsene? " anche se da un lato cercavo di non illudermi troppo. In più, aggiungo che, seguire una situazione del genere, ci vogliono tanta pazienza e dedizione, perchè è chiaro che quei mesi abbiamo avuto vomito, diarrea , un po' di tutto e invece ora pelucchinoZAGOR ha deciso che quello che vuole, lo vuole presto e subito. Così te lo urla a squarciagola. Se ha fame, urla MIAOOO, se ha sete (e, nota: ora beviamo solo a canna nel bidet perchè ci piace l'acqua che scorre e non quella rafferma in tazza) urla MIAOOO e ti accompagna in bagno, se vuole uscire sul balcone MIAOO, se vuole che ti siedi per terra per venire sulle gambe MIAOOO...e questo vale per il giorno ma anche per la notte. Quindi il mio sonno viaggia a rate. Ma sono felice che sia qui e stia bene, e quindi vivo con serenità il tutto e non mi arrabbio mai. In realtà i miei gatti per me sono comunque sempre fonte di gioia, mi si riempie il cuore solo a guardarli, quando si rotolano nei cesti o si lavano o ti fanno le coccole, io li considero una sorta di pila energetica che mi ricarica.

Con amore SABRINA.

sabrina-e-zagor.




Nota:
Dalla ecografia la diagnosi dello Zagor era: fegato iperecogeno diffusamente, ispessimento pareti cistifellea e massa complessa a ridosso della cistifellea. Con l’omeopatia si è lavorato con il suo rimedio di base CAUSTICUM

 

zagor-letto.


Queste sono immagini di quando ZAGOR ha iniziato a riprendersi.....le prime volte che si lavava e  poi la fase con zone di pelle viva perchè si strappava via i blocchi di pelo morti...


zagor-ammalato. zagor-sta-bene.

E’ Natale ma ZAGOR sta proprio tanto male

zagor-cesto.

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