Fanano tra Storia e Poesia

"Ecco due racconti da FANANO nel territorio appenninico Modenese, memorie care che solo i testimoni possono trasmetterci con tutto il loro pathos.
Ringraziamo le autrici Deanna Tagliani e Marta Passini e salutiamo affettuosamente".
Il Circolo Culturale CamminaMente.

Un pomeriggio di ricordi: “piacevole ed emozionante”

 

marta-fanano.


Nelle trascorse feste natalizie, ho avuto l’opportunità di partecipare come persona anziana ad un incontro assieme ad amici paesani, anziani, coppie, ed anche ragazzi. Si è svolta nella bella biblioteca scolastica, contornata da scaffali colmi di libri, che rendevano l’ambiante accogliente e caldo. Qual’era lo scopo di tale riunione? Scambiarci ricordi del passato, evidenziando le tradizioni, i Natali d’allora, i numerosi presepi costruiti in casa dai vari componenti, da cui emergevano l’entusiasmo e la creatività nell’adoperare materiali raccolti nei castagneti e nei torrenti.

Le abitazioni si trasformavano in laboratori di falegnameria, di elettricisti, di fabbri, eccetera, e per il più bello c’era in palio un premio. È stato interessante seguire lo scorrere dei ricordi da Gottardo a d Alfonso Pasquali, da definire storico… mancava solo Almo, anch’esso scrittore di bellissimi libri, purtroppo indisposto. Sono fananesi autentici, che amano il loro paese al punto di diventarne personaggi; hanno seguito l’evolversi dei tempi scrivendo, assieme ad altri, libri in cui raccontano le tradizioni, la storia, le guerre, gli avvenimenti e la bellezza di questo nostro territorio. Dalla loro lucida memoria sono uscite fuori zirudelle allegre e simpatiche ( recitate da Gottardo… è il suo forte), che mi hanno riportato ad allora come se fosse oggi: miseria e povertà erano di casa a quei tempi, però vissute con grande dignità. L’attesa del Natale era entusiasmante, soprattutto per i bimbi, desiderosi di un vestito nuovo o di un paio di scarponi, e poi c’era in viaggio la Befana… una bambolina, un quaderno, qualche caramella ed, ai maschietti, un trenino o un’automobilina di latta o poco di più… che gioia! E, persa nei ricordi, il mio sguardo cade sul viso dei miei coetanei ottantenni (o giù di lì), e scorgo la solita nostalgia che ci accomuna, assieme ad una forte emozione. Quanti anni sono trascorsi! Mentre in coloro che non hanno vissuto quegl’anni, noto lo stupore; nei giovani, invece, grandi risate incredule, qualche spallata: si divertono, seguendo lo scorrere dei ricordi.

 

marta.

 

D’improvviso affiora nel mio pensiero… Roberta, mia cognata, nonché brillante ed intelligente maestra, che ci ha lasciato alcuni mesi fa. L’anno scorso occupava anch’essa un posto in prima fila… una forte emozione mi assale e mi porta, d’impulso, a farne partecipi tutti gli altri. Mi basta pronunciare il suo nome, che, immediatamente, si diffonde per la stanza uno scroscio di battimani senza fine, che esprime il tanto affetto di tutti nei confronti della cara, simpatica, intelligente “maestra da 40 anni ed Trentin, ed Fanan”, con le altre frazioni. Grazie Roberta, non ti dimenticheremo mai, specie i tuoi scolari, alcuni dei quali… nonni. Scusate l’interruzione, ma ci stava bene: si ha l’impressione di averla qui con noi. Ritorno in argomento descrivendo la Vigilia di Natale di allora: dalle case escono profumi di cucina funzionante; le castagne cuociono aromatizzate con foglie d’alloro; sul piano della stufa abbrustoliscono bucce di arance e di limoni, che, con l’aggiunta di due mele, formano la ricetta della famosa “turta ed lanser”, povera ma gustosa. Intanto, fanno bella mostra i famosi (anzi, famosissimi!) tortellini confezionati da noi sorelle, che così ben allineati sembrano dei soldatini. Ogni tanto, una manina si allunga per acchiapparne uno e via… in bocca! “… Ehi, ehi! Basta!”, rimproverava una voce: “ li mangeremo domani!”. Ad un tratto, uno scampanio proveniente dal campanile della Parrocchia, ci scuote … invita i paesani a recarsi alla Santa Messa: Gesù Bambino sta per nascere!. Si odono nenie natalizie, che si diffondono ovunque: niente auto, nessun rumore assordante. L’atmosfera è dolce, ovattata… “l’è nàd, l’è nad un bèl bambin… Trullalera”, cantano i bimbi rincorrendosi, mentre la neve scende timidamente, imbiancando il paesaggio. Finita la funzione religiosa, le porte della chiesa si spalancano ed una numerosa folla ne esce, seguita dal profumo d’incenso e dal suono dell’organo: “Tu scendi dalle stelle…”; scambi di auguri, di saluti, di pacche sulle spalle… “Bon Nadàl!” è l’augurio decorrente. La famiglia si ritrova, ed alcuni bimbi si fermano un attimo ad ammirare gli scarponcini nuovi, regalati per l’occasione… che felicità!. E felice torno al presente; sul finire dell’incontro, le brave volontarie ci hanno preparato un buffet: un brindisi ci ha uniti affettuosamente, e nel contempo è comparsa la famosa “turta ed lanser”, alquanto modernizzata. È stata una mia idea, ed ha riscosso tanto successo!. Voleva ricordare la vecchia usanza, ma con moltissimi ingredienti in più, da paragonare alla nostra vita ed al nostro vivere d’oggi che, col passare del tempo, è caratterizzato da tanto benessere in più… più felicità? Non lo so. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno programmato ed allestito un così bel pomeriggio: “10 e lode” a Deanna, assieme alle responsabili della biblioteca.

 

...Per chi la desiderasse, vi voglio dare la ricetta della "turta ed lans.
Premetto: niente bilancia, vado "a occhio":

Cuocere castagne secche, precedentemente messe a mollo per rammollirle, aromatizzate con foglie d'alloro.
Preparare un ripieno composto dalle castagne cotte, schiacciate con una forchetta, ed aggiungere arance, mele, pere, alcuni fichi secchi, noci, arachidi, un pugnetto di pinoli, vasetto di mostarda bolognese, anche marmellata casalinga di amarena, susine, uvetta bionda rammollita per alcuni minuti in vino bianco caldo (proibiti i mirtilli!!); spezzettare il tutto volendo, con qualche giro nel frullatore, oppure a mano, ottenendo un ripieno grossolano. Aggiungere una grattugiata di buccia di arancio e limone. La pasta però è la stessa del bensone, ciambella moderna. Due strati sono sufficienti (al massimo tre): l'ultimo strato senza ripieno, solo pasta. Questo ripieno serve per fare anche ottimi scarpaccioli fritti: per questi, la pasta deve essere meta condita, altrimenti risulteranno unti. Possono anche essere cotti al forno.

Un abbraccio a tutti.

Marta Passini

 

 

Fanano 14 novembre 2009 chiesa di San Giuseppe Convegno in ricordo del“ Centenario del disastro della miniera di Cherry in Illinois “ ( 13 novembre 1909 ) .

 

Fanano è stata da sempre una terra di emigranti, nel periodo della cosiddetta “ grande emigrazione “ ( 1876 – 1890 ) e fino al 1920 furono moltissime le persone che a causa delle condizioni di vita miserevoli, lasciarono la loro casa e i loro boschi nell’Appennino per cercare un avvenire migliore per sé e per la propria famiglia in altri paesi, soprattutto all’estero.
Gli Stati Uniti d’America “La Merica “ per gli emigranti, rappresentavano il grande sogno, la possibilità di riscattarsi da una vita grama per cercare un lavoro che permettesse di sopravvivere , di aiutare i propri cari rimasti al paese e forse di poter ritornare un giorno a casa con qualche risparmio. Le storie degli emigranti sono spesso tristi, sono storie di miseria, fame, di speranze, delusioni e amarezze, storie di sogni, di nostalgia e orgoglio per la propria terra, sono storie da non dimenticare.
Fanano, sensibile al fenomeno dell’emigrazione, ha organizzato negli ultimi anni varie manifestazioni riguardanti questo tema, si ricordano i convegni su Felice Pedroni, il nostro emigrante più famoso che nel 1902 scoprì l’oro in Alaska e fondò la città di Fairbanks, con cui il Comune è gemellato da alcuni anni. Il 26 gennaio 2009 si è tenuto il Convegno “ Migranti di ieri e di oggi “ organizzato dalla CLS – CGIL in collaborazione con Emergency , Associazione Rocca di Pace e il Centro Servizi per il volontariato di Modena. Il Comune è anche in contatto con il Centro Internazionale Studi sull’Emigrazione Italiana ( CISEI ) per ricerche e scambi di pubblicazioni.
A Fanano è presente anche un Comitato degli Emigranti, costituitosi nel 1990, sulle ceneri della Società degli Emigranti fondata nel 1874, questa società negli anni ha provveduto prima al restauro poi alla costruzione di una nuova chiesa dedicata alla “ Madonna del Ponte “ loro protettrice; nel 1972 gli stessi emigranti furono promotori del rientro in patria della salma di Felice Pedroni.
La Società curava anche l’organizzazione della “ Festa Triennale degli Emigranti “ che negli anni pian piano è scomparsa fino al 1990, anno in cui è stata ripristinata con l’ inaugurazione di un monumento dedicato a Felice Pedroni e a tutti gli emigranti fananesi nel mondo.

Il Comune, in collaborazione con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e in collaborazione con il Comitato Emigranti “ Madonna del Ponte “ ha voluto organizzare il convegno che si è tenuto il 14 novembre 2009 per ricordare il centenario di un momento tristissimo nella storia della nostra emigrazione quella che è stata definita la grande disgrazia nella miniera di Cherry nello stato dell’Illinois ( USA )
L’episodio accadde il 13 novembre 1909 e costò la vita a 259 minatori: 44 dell’Appennino modenese e bolognese : dodici di Fanano, dieci di Pavullo, sette di Montefiorino, sei di Lizzano in Belvedere, tre di Montese, tre di Sestola, uno di Castelluccio di Bagni della Porretta, uno di Camugnano, e uno di Castel di Casio. La causa della disgrazia di Cherry fu imputata a una leggerezza compiuta da un minatore: alcune gocce di olio di una torcia a cherosene caddero sopra a un carico di fieno destinato ai muli e provocarono un disastroso incendio.

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Vari minatori riuscirono a salvarsi ma la maggior parte perirono tra le fiamme. Venti minatori sopravvissero alcuni giorni al buio nelle gallerie della miniera, senza cibo, senza acqua, dopo otto giorni la proprietà riaprì l’accesso alla miniera e i venti minatori si salvarono, tre erano di Fanano: Giacomo e Salvatore Pigati e Francesco Zanarini.
Uno dei sopravvissuti Antenore Quartaroli emigrato da Boretto in provincia di Reggio Emilia raccontò in un diario i terribili giorni trascorsi all’interno della miniera e quel documento è sconvolgente.
La tragedia creò grande impressione negli Stati Uniti , ma anche in Italia , in particolare nelle zone dell’Appennino modenese e bolognese da dove provenivano tanti tra i minatori periti nel disastro, e contribuì a modificare le leggi sulla sicurezza degli operai nelle miniere.

Il mattino del 14 novembre scorso la splendida chiesa di San Giuseppe era gremita di persone per assistere alla commemorazione del disastro della miniera di Cherry; erano presenti gli studenti delle classi 2^ 3^ della Scuola Secondaria di 1° Grado di Fanano ( ex media ) , i coetanei delle classi di Sestola , i loro docenti, i genitori, il Dirigente Scolastico e numerose autorità. di altri comuni.
Dapprima ha preso la parola il Sindaco, sig. Lorenzo Lugli, che ha salutato e ringraziato i presenti, a seguire il cav. Mario Marescalchi, Presidente del Comitato Emigranti “ Madonna del Ponte “ di Fanano che con commozione ha ricordato ad uno ad uno gli emigranti scomparsi pronunciando i loro nomi. Interessante è stato anche l’intervento del comm, Antonio Parenti della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo.
Gli studenti della classe 3^ C della Scuola Media di Fanano , preparati con notevole competenza dalla prof.ssa Caterina Muzzarelli, hanno rievocato con una rappresentazione in costume, il disastro della miniera: accompagnati da immagini, musiche e dalla voce dei narratori, i ragazzi e le ragazze sono diventati il piccolo gruppo di minatori, che rimasti prigionieri per giorni nelle viscere della terra, cercano disperatamente di salvarsi. Gli studenti hanno espresso con bravura la paura, lo sconforto, l’angoscia, la rassegnazione ed infine l’incredulità dei minatori che sono scampati alla morte.
Particolare emozione è poi stata avvertita da tutti i presenti quando la calda voce di Adelfo Cecchelli, attore di teatro di Gaggio Montano, ha accompagnato gli studenti nella rappresentazione leggendo alcuni brani del diario di Antenore Quartiroli uno dei pochi sopravvissuti. , molto commovente è stata anche la lettura delle poche frasi di addio indirizzate alla sorella Maria da Agramente Fogliani di Fanano, perito nel disastro.

 

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Di grande interesse è stata la proiezione di immagini del tempo di Walter Bellisi, ricercatore storico e scrittore, (famoso è il suo libro “ La valigia di cartone “ sul tema dell’emigrazione ) il documento filmato è il frutto di lunghe e attente ricerche effettuate anche negli Stati Uniti.
In conclusione la prof.ssa Caterina Muzzarelli e Massimo Turchi, scrittore e ricercatore storico fananese,( suo è il libro su Felice Pedroni “ Alla fine dell’arcobaleno” ) hanno presentato il cortometraggio “ La polvere e l’oro !” realizzato sempre dagli studenti della classe 3^C della Scuola Secondaria di Fanano due anni or sono. I ragazzi hanno effettuato un attento lavoro di ricerca e attraverso gli oggetti appartenuti ai loro nonni e ai loro bisnonni hanno rievocato le loro storie di emigrazione in Francia, Belgio, Stati Uniti. Il cortometraggio realizzato in dvd è un documento unico, una memoria storica sui percorsi dei fananesi che le precarie condizioni di vita costrinsero ad emigrare.
Il tema dell’emigrazione è trattato con molta professionalità dai docenti della Scuola Secondaria di 1° Grado di Fanano, gli studenti negli anni hanno partecipato ai convegni su Felice Pedroni , prodotto testi e spettacoli teatrali sulla sua storia, le scuole di Fanano e Fairbanks sono in contatto da tempo e partecipano a progetti comuni.
Nel ricordare la storia della disgrazia di Cherry uno degli obiettivi è stato quello di far conoscere anche alle scolaresche il fenomeno dell’emigrazione dai paesi della montagna nei primi anni del 1900, il contesto sociale in cui si attuò, i problemi della vita difficile degli emigranti, le loro storie, ognuna di queste , indipendentemente dal successo che la vita ha poi riservato all’emigrante nel suo nuovo paese, merita di essere conosciuta e ascoltata con attenzione.
Il successo del convegno testimoniato dall’interesse e dall’entusiasmo suscitato dai presenti ha dimostrato come il fenomeno dell’emigrazione dai paesi del Frignano sia parte della nostra storia e delle nostre radici: molti di noi hanno avuto o hanno ancora parenti che risiedono all’estero, ricordo che io stessa da bambina sentivo spesso parlare dello “zio d’America “ che non si vedeva mai perché viveva lontano lontano, in uno stato dal nome tanto difficile da pronunciare.
L’emigrazione di ieri, inoltre, è ancora estremamente attuale perché legata all’immigrazione di oggi, è una storia che si ripete sotto altre forme e colori, sono sempre storie di partenze e di ritorni, di angoscia e di speranza e di questo fenomeno dobbiamo essere tutti consapevoli.

Deanna Tagliani

 

I Racconti sono tratti dal numero 20 della pubblicazione "Fanano tra storia e Poesia" , per gentile concessione degli stessi autori.

 

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