Storia di Neve

neve. Salve a tutti, mi chiamo Gilberto, ed oggi vorrei raccontarvi la storia di Neve.

In realtà la “Storia di Neve” non è altro che il titolo dell’ultimo libro di Mauro Corona, quindi non la posso raccontare io avendolo già fatto lui con il suo romanzo.

Premetto che conosco Corona da molti anni, da quando è diventato famoso nel mondo dell’arrampicata e le sue imprese echeggiano su riviste specializzate o in ritrovi d’altrettanti alpinisti famosi. Scoprirlo poi scultore mi ha fatto molto piacere, in effetti arrampicare è un’arte come scolpire, anche se non sempre le sue opere hanno incontrato i miei favori, ma, non essendo io un critico, un gallerista, un intenditore, il mio giudizio lascia un po’ il tempo che trova. Ho provato una sana e tremenda invidia nei suoi confronti essendo io un appassionato di montagna ed avendo, tra i tanti sogni, quello di diventare scultore ma, non essendone capace, preferisco sognare guardando le opere di altri.

Alcuni anni fa, entrando in libreria, scoprii che era anche diventato scrittore e qui mi arrabbiai molto: ‘guarda un po’ che questo montanaro ora ha anche la presunzione di scrivere’, penso, ‘chissà cosa avrà mai da dire uno come lui’. Non prendo neanche in mano il libro e continuo per i fatti miei anche negli anni a seguire, quando Corona diventa famoso come scrittore al grande pubblico e vende talmente tanti libri da far ingelosire i suoi ben più famosi e decantati colleghi di penna.

Questa estate in vacanza mi decido ed acquisto “Le Voci dei Boschi”, (arrivato ormai alla 26ma ristampa), lo leggo in poche ore e penso: ‘però questo Corona mica male!!’

Il giorno successivo acquisto ‘’Cani, camosci, cuculi (e un corvo)’’. Lo leggo tutto d’un fiato e, con un’invidia doppia a quella provata quando imparai che era diventato scultore, dissi: ‘però questo Corona mica male!!’. Ma poi rifletto un po’ e penso anche che i suoi libri sono tutti uguali e che ormai mi ha rotto le palle.

Circa un mese fa vedo il famoso scrittore, intervistato in un noto programma televisivo, mentre pubblicizza la sua ultima fatica letteraria dal titolo “Storia di Neve”. Mi riprometto di non leggerlo mai, ma, dopo alcuni giorni, mi ritrovo sdraiato sul divano di casa a leggere le avventure tragicomiche degli abitanti di un paese sperduto e dimenticato da Dio.

 

“Storia di Neve” è un romanzo ambientato ad Erto, (paese dove vive e lavora Mauro Corona, reso tristemente famoso dalla tragedia del Vajont), durante gli anni tra le due grandi guerre del secolo scorso. E’ la storia di una strana bambina, Neve appunto, che vive tra amore e dolore la sua breve vita gestita da un padre che forse non si dovrebbe neanche chiamare in questo modo tanta è la cattiveria che emana gratuitamente. Il racconto a tratti è duro, anzi durissimo, ma spesso non mancano spunti comici che bilanciano la pesantezza, a volte per me insostenibile, tanto da pensare di mollare tutto, che non abbia senso continuare, che il libro non abbia più niente da dire.

Poi, all’improvviso, come capita nei libri più interessanti e nei films più intriganti, cambia lo scenario, si ravviva l’interesse ed il cuore aumenta i battiti.

Da questo punto in poi non sono più riuscito a staccarmi da questa ‘maledetta storia’, anche perché il dolore, la rabbia, e la stupidità umana lasciano il posto all’Amore.

Diventa una vera e propria storia d’Amore, di quelle che piacciono a me, di quelle che provo piacere a commuovermi, di quelle che non mi fanno vergognare anche se piango. La bestia umana si trasforma, i mostri che abbiamo dentro (come cantava Giorgio Gaber) lasciano per un attimo il posto alla luce, quella luce che spero di vedere ogni mattina quando apro gli occhi, quando incontro le persone per strada, quella luce che non riesco quasi mai a vedere.neve

La trasformazione è inconfutabile, non ci si può opporre. Dobbiamo solo saper cogliere. Cogliere l’attimo.

Mi chiedo spesso (riuscendo con difficoltà a darmi una risposta) perché sia così difficile vivere d’Amore e di luce, perché Neve prima di arrivare all’epilogo debba soffrire in quel modo. L’Amore non dovrebbe essere a disposizione di tutti ed in qualsiasi momento? Perché non possiamo andare al supermercato ed ordinare 2 etti di Amore, crudo o cotto non importa? E’ così improbabile? Forse una risposta la potrei trovare nella “fede”, quella che non ho mai trovato e forse neanche abbastanza cercato nella mia vita.

Il libro è commovente, comico, doloroso e lo consiglio a tutti (bambini e donne in stato interessante escluse). Ovviamente faccio i miei complimenti a Mauro Corona per il romanzo che ha scritto e lo esorto a continuare a farlo, nella speranza che mi emozioni ancora, com’è successo quando ha raccontato l’ultimo incontro tra Neve e Valentino, che non vi voglio raccontare perché spero lo facciate voi che mi leggete. Sarebbe come raccontare un film giallo iniziando dalla fine.

 

Ringrazio tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggermi. Certamente nessuno ha l’obbligo di acquistare il romanzo, ma, per chi volesse farlo o per chi l’avesse già letto, sono disponibile per dialogare e confrontarmi. Per quelli che non fossero d’accordo con me, rimango ugualmente disponibile. Critiche e consigli sono sempre ben accetti.

 

Un saluto di… Neve.

 

Gilberto Rossi

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