I sentieri di Remedia… con Hubert

“Solo” qualche spunto di riflessione, lasciato qua e là, lungo i sentieri di Remedia, approfittando dell’ombra di un albero, dell’accoglienza di un piccolo spiazzo immerso nel verde, prendendo ispirazione da una pianta o da un cellulare … semplici parole … in una calda giornata estiva, ricca di sole, calore umano, energia … tanta gente, curiosa, gioiosa ed eccitata… c’era una festa da vivere: la festa di Remedia.

Parole semplici, ma simili a punte di iceberg: solo quando ci si avvicina ci si rende conto che c’è qualcosa di grande, sotto… parole che, al primo impatto, fanno quasi rabbrividire, svelando quelle verità che si possono capire solo guardando le cose da un’altra prospettiva.

raccoglie-fiore
Non è stato possibile passeggiare tra i sentieri di Remedia senza riflettere sulla biodiversità, perché biodiversità =vita, perché grazie alla diversità una comunità può superare le avversità.  Capito questo, non si può non riconoscere in ogni individuo una grande potenzialità, non si può non provare per ogni essere un profondo rispetto, perché potenzialmente ognuno può essere utile per la sopravvivenza e l’equilibrio del gruppo. E tutto questo vale tra gli animali e le piante, in natura e in ecologia… ma anche in economia… Alcuni modelli gestionali di fiorenti aziende sono stati sviluppati sulla comprensione dell’importanza della diversità…secondo questi modelli, le idee vengono fatte emergere da sessioni di brain storming e le decisioni vengono prese se condivise da tutti, abbandonando il modello democratico (in cui vince l’idea della maggioranza)… modelli che si reggono sulla base di un profondo senso di condivisione e comprensione della mission dell’azienda da parte di tutti, sulla base, appunto, di fare comunità.

Si è parlato di sistemi economici, di capitalismo e di economia del bene comune. Di denaro, di ricchezza e di povertà. Si è parlato dell’esperienza di un piccolo Comune che, per far fronte alla situazione di profonda crisi economica e di disoccupazione, coniò una propria moneta. Una moneta con una curiosa particolarità: una moneta a scadenza…. Certamente! a scadenza: ogni banconota aveva stampata una data oltre la quale avrebbe perso il suo valore, a meno che il suo possessore non fosse andato in Comune per prorogarne il termine di validità, tramite l’acquisto di una marca da bollo da applicare sulla banconota … In pochi mesi l’economia del paese rifiorì, perché la gente era incentivata a “fare girare l’economia”, trattenendo le monete il meno possibile, comprando ed investendo…. Con i soldi provenienti dalla vendita delle marche da bollo il Comune poté finanziare opere pubbliche e manutenzioni… il sistema offrì così posti di lavoro, servizi efficienti; le persone riacquistarono fiducia e potere di spesa…  Il tutto funzionò, finché non arrivò lo Stato (con il suo esercito armato) a vietare l’uso di questa particolare (e miracolosa) moneta. Di conseguenza, nel giro di pochi mesi, tutto tornò come prima: crisi economica, disoccupazione, paura, infelicità…

Si è parlato anche di campi elettromagnetici… di come un cellulare ha effetto più sull’energia del cuore che su quella del cervello… e degli olmi, che risentono molto dei cambiamenti dei campi elettromagnetici. Nell’epoca del passaggio dalla TV in bianco e nero al TV color, come pure nel momento del passaggio alla tecnologia del digitale terrestre, molti olmi si sono ammalati, perché le variazioni dei campi elettromagnetici legati al cambiamento delle tecnologie di trasmissione hanno interferito con la loro energia al punto tale da farli indebolire e, di conseguenza, renderli vulnerabili all’attacco di parassiti…

E si è parlato anche di tessuti, di quelli fatti a partire dalle ginestre! E di scarpe! Le scarpe di Hubert, che hanno 15 anni!!

Insomma, una giornata in cui è stato possibile “disimparare” e “imparare cose nuove”, perché le prospettive sono tante e diverse… una passeggiata che ha lasciato dubbi, curiosità e tanti pensieri da approfondire, da verificare, da sperimentare..

fiorellino

p.s.: le piante sentono i nostri sentimenti, i nostri stati d’animo? Percepiscono l’atteggiamento che abbiamo nei loro confronti quando raccogliamo le loro gemme, i loro fiori, le loro foglie, le loro radici? La nostra meraviglia di fronte a forme e colori tanto perfetti? Il nostro senso di profonda e commossa gratitudine per essere così speciali? Miracolose? Belle? Buone? E sentono anche i nostri sentimenti di sconforto, i nostri momenti di paranoia, la nostra pesantezza, paura, insicurezza? Comincio a pensare che… ma… chissà… forse forse ….o mamma…


Hubert




Libro consigliato da Hubert:

Economia del Bene Comune -Il modello economico che ha futuro— di Christian Felber (Ed. Tecniche nuove)

Ma nel frattempo, in attesa dell’arrivo del libro:

http://www.economia-del-bene-comune.it/

https://www.facebook.com/FederazioneItalianaDellEconomiaDelBeneComune?fref=ts
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