Educazione al gusto

mammabimbo. Sapendo che non tutti leggono giornali scientifici, ho voluto far pervenire una notizia gustosamente interessante. Mi rivolgo soprattutto alle future e neo mamme, nonché a coloro che si occupano dell’educazione dei bambini. Recenti studi hanno provato che tutto quello che avviene entro i due anni di vita sarà ciò che influenzerà la nostra dieta futura. Questo non significa lavorare sull’alimentazione del bambino una volta che è nato, ma iniziare l’educazione alimentare quando egli è dentro di noi in forma di feto
Dagli ultimi studi è infatti emersa l’ipotesi che i gusti passati dall’alimentazione della madre al bambino attraverso il fluido amniotico o l’allattamento al seno modifichi la percezione e l’accettazione dei cibi con gusto simile durante lo svezzamento
Se tutto ciò fosse vero, si sarebbe scoperto il fondamento delle differenze culturali e etniche in cucina.


Nel 2001 è stato pubblicato su un giornale pediatrico americano, una ricerca a proposito e l’esperimento fatto su alcuni bambini. Riporto brevemente il succo dell’esperimento: delle donne incinte, che hanno pianificato di voler allattare al seno, sono state divise in 3 gruppi. Le donne dovevano consumare o 300mL di succo di carota o acqua 4 volte alla settimana per 3 settimane consecutive durante l’ultimo trimestre della gravidanza. In un gruppo le madri hanno bevuto il succo di carota sia durante la gravidanza che durante l’allattamento; nel secondo gruppo hanno bevuto acqua durante la gravidanza e succo di carota durante l’allattamento; infine, nel terzo gruppo hanno bevuto solamente acqua sia durante la gravidanza che durante l’allattamento. Dopo 4 settimane le madri hanno iniziato a nutrire i bambini con dei cereali mischiati  prima con l’acqua o il succo di carota. Le facce dei bambini sono state registrate, mostrando come coloro le cui madri hanno bevuto succo di carota in entrambi i casi reagivano in modo diverso nei confronti di questo gusto a differenza di coloro che prima non erano mai stati esposti ad esso. I primi preferivano i cereali con il succo di carota più dei cereali da soli
La questione del gusto è di per sé molto semplice, la natura ci ha fatti in modo tale che i cibi che ci servono di più per vivere sono quelli che noi amiamo di più: dolce, salato, e umami. Mentre il sapore acido e amaro non lo accettiamo volentieri, o quando lo accettiamo è sempre in dosi minime. A dire il vero c’è anche il gusto del “grasso”, ma la scienza non ha ancora trovato un sensore negli esseri umani. Per sensore intendo l' organo che permette di percepire un determinato sapore come dolce, salato, amaro, acido, o umami. Questi cinque sono attualmente riconosciuti perché si sono scoperti i sensori. Sicuramente ce ne sono tanti altri. Vorrei brevemente spiegare cos’è l’umami, non molti sanno che cos’è ma tutti lo adorano, persino i neonati. Umami non è altro che l’amminoacido L- glutammato, contenuto negli estratti di carne e nei prodotti fermentati. Un esempio è il dado, oppure il parmigiano. O semplicemente il McDonald's! Le grandi industrie hanno infatti scoperto da tempo il potere di questi gusti combinati insieme, e ne hanno fatto un business. Non voglio però entrare nei dettagli
Se per noi è difficile mangiare qualcosa di acido o di amaro, pensate ai bambini! Se a un bambino non piace una cosa non la mangerà mai. Sarà un problema culturale? Anche. Solitamente si associano questi due gusti a cose sgradevoli e “pericolose”, l’acido è associato a un qualche cosa che è andato a male invece l’amaro è associato al veleno o alla medicina. Infatti se un cibo è troppo amaro è considerato medicina. Da notare la nostra particolare sensibilità verso di essi, mentre possiamo assumere in modo quasi sproporzionato cibi dolci, grassi, e salati
Proprio per questi fatti bisogna educare il gusto
Recentemente siamo stati colpiti da un “epidemia”, come obesità e diabete, che secoli fa non esisteva. Esse sono frutto di un abuso di quei cibi che la natura ha selezionato come necessari, praticamente indispensabili, per la nostra sopravvivenza. Noi abbiamo i sensori molto sviluppati per certi nutrienti perché si è pensato anni e anni fa che fossero più difficili da trovare, e l’uomo ne aveva bisogno. Per esempio le capre hanno il sensore del salato molto sviluppato perché è indispensabile per il loro organismo che non lo trattiene
Per quanto riguarda i bambini, è importante che essi si abituino a mangiare tutto. Le mamme dovrebbero avere una dieta molto varia  durante la gravidanza così da permettere al bambino di essere più aperto nei confronti di un nuovo sapore. Quando egli compie poi 17 mesi diventa molto difficile riguardo al gusto, ed è lì che bisogna armarsi di pazienza e perseverare nel fargli provare i cibi almeno 7/8 volte perché poi inizia ad accettarlo e ciò che impara se lo porterà dietro per tutta la vita
Se ancora non ci credete, provate a pensare come i bambini giapponesi possono mangiare pesce crudo a due anni, o come i bambini messicani mangino il piccante, mentre i nostri bambini occidentali guai a dargli certe cose

Tanya Gervasi
14 Aprile 2009

 

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