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Sabrina-e-i-suoi-gatti

Fin dall’infanzia ha sempre avuto una profonda sensibilità e attrazione per il mondo animale, finchè i genitori per accontentarla, all’età di otto anni le hanno preso il primo micio vero e proprio e non di pezza. Da allora i gatti non sono più usciti dalla sua vita.

Nel 1996 arriva Zagor, “la sua anima” come lei lo definisce, il gatto che la sta accompagnando in questa vita, e che le ha permesso di vivere la sua più grande e profonda esperienza

Nel 1997 incontra la macrobiotica, poi il rebirthing e attraverso questo passaggio cambia la propria impostazione di vita e pensiero. Da allora non utilizza più medicine allopatiche e questa filosofia la applica anche nella vita del proprio ospite peloso che viene curato con rimedi omeopatici con risultati sorprendenti e quasi miracolosi.

Nel 2011 con la perdita anche della madre, eredita Sissi la gatta di sette anni dei genitori che si inserisce felicemente nella nuova realtà.

Volontaria della lega del cane presta la sua opera presso il canile di Borgovercelli dal 2003, si occupa prevalentemente della sezione felina, il mondo animale che conosce meglio e del quale è profondamente affascinata.

Attualmente scrive insieme ad altre volontarie pezzi per una piccola rubrica dedicata agli animali, sul giornale locale.

“Sono profondamente affascinata dai gatti, animali forti, indipendenti, misteriosi e sensuali ma che nello stesso tempo se li riesci a conquistare sono capaci di stupirti con gesti e legami di amore sincero ed eterno ”

Sabrina Baraldi

Volontaria

Faccio la volontaria in un canile da una decina di anni. Spesso quando lo affermo la gente mi dice “Io non riuscirei perché sto troppo male, non riesco a vedere cose simili”

Non vedere non vuol dire che non esiste.

Non vedere non migliora le condizioni di chi soffre.

Non vedere non è una soluzione.

Non vedere è solo un bel pagliativo per la nostra anima.

Se non vedo, non soffro IO, e come sempre quello che conta siamo noi stessi.

Come sempre, come diceva la canzone di Gaber….IO, IO, IO.

Invece i canili hanno bisogno proprio di te.

Hanno sempre bisogno.

Bisogno di aiuti, di braccia e di adottanti.

Anche io spesso sto male a guardarli. E il più delle volte non è solo per il dolore fisico che alcuni di loro devono sopportare a causa di incuria o talvolta maltrattamenti subiti.

Sto male perché li guardo lì nel box , dimenticati da tutti, sapendo che una volta avevano una famiglia, una vita, un futuro e che si fidavano della promessa d’amore che aveva fatto quell’essere umano facendoli entrare nella propria vita.

Si fidavano, loro non potevano sapere nè comprendere che l’amore umano non è né senza limiti, né eterno proprio come loro sono in grado di fare.

Non potevano sapere che siamo esseri ancora volubili, instabili e che usiamo gli esseri viventi per nostro comodo.

Non potevano sapere che dettiamo al nostro cuore regole di discriminazione anche nell’amore: un animale e solo un animale

Non potevano sapere che il giorno prima avrebbero avuto attenzioni, cibo e coccole e il giorno dopo con molto distacco, li avrebbero lasciati soli ed abbandonati al destino senza voltarsi indietro.

Mio padre diceva, nel suo dialetto, che un animale è un bambino che non cresce mai.

Credo che la sua visione fosse semplice e calzante: un bambino cresce e diventa indipendente, un animale cresce, invecchia ma dipenderà sempre da noi.

Ecco perché è così vulnerabile, ecco perché dobbiamo capire che responsabilità abbiamo nei suoi confronti.

Così li guardo nel box e penso come si debbano sentire.

Disperati di fronte a quell’abbandono che non possono comprendere ma solo subire.

Sofferenti perchè sono individui esattamente come noi, con emotività, sentimenti solo con un aspetto diverso.

E per empatia sento il loro dolore.

Ma nello stesso tempo so che non chiudere gli occhi davanti alla realtà, è per loro vitale e gli migliora la vita.

Serve a rendergli la permanenza in “carcere” il più decoroso possibile, serve a donargli affetto che è fondamentale per ogni essere vivente e serve per regalare loro una speranza di un domani.

Ecco perché vale la pena.

Sabrina-zagorSabrina-zagor-prissy

La storia di Artu'

14 ottobre 2013

Si stanno muovendo un sacco di cose anche per gli animali, Sono contenta.
Il gatto di cui voglio parlare si chiama Artù, mia grande passione (ho scelto io infatti il nome). L'ho chiamato Artù perchè è bello e fiero come un re.
Lui è un fiv positivo, cioè con una immuno - deficienza felina. Era un gatto di strada che ci è stato portato a causa di bruttissime escoriazioni che si era causato sul collo. La gente, vedendolo così, ha iniziato a pensare alle solite malattie di cui ha terrore del contagio e voleva farlo sopprimere.

Artu_arrivato

Per fortuna, il veterinario del paese ha detto che non era il caso e ci ha contattati.
Lui è arrivato con il collo come vedete nella foto.

Artu_cicatriz

L'ho fatto visitare da Ginevra – la nostra super veterinaria! - perchè non volevo riempirlo di medicinali che, a mio avviso. Avrebbero potuto indebolirlo ulteriormente.
Così, sotto suo consiglio, gli abbiamo fatto giornalmente impacchi di argilla verde mescolata con gocce di TM di Calendula, TM di Propoli, TM di Echinacea e un cm di Phytolacca Pomata. Lui è stato bravo e si è fatto curare. Nel giro di due settimane si è cicatrizzato tutto, come si può vedere dalle foto.
Nel frattempo gli abbiamo anche dato: Revflor D3 per aiutare sistema immunitario e Silicea, prima 17 Ch e poi 30 Ch. Dal tipo di gatto, Ginevra aveva infatti valutato che fosse un soggetto Silicea e che il rimedio corrispondente potesse quindi essergli utile)
Il collo alla fine si è cicatrizzato bene e ora tenta persino di ricrescere piano piano un po' di pelo.
Nel frattempo, ha avuto anche un inizio di raffreddore che abbiamo curato, con una settimana di Ribes Nigrum.
Lui è bravo si lascia fare queste cure con pazienza, ed è bello con enormi occhi verdi che ammaliano. E' anche dolcissimo e coccolone, adora le persone.

Artu_oggi

Sabry

Cresceteli, non moltiplicateli

Giacomino-piccolo.

Anche quest’anno è arrivata la primavera, con piogge, temperature più miti e primi fiori colorati. Le giornate si allungano,  tutto rinasce, la vita riprende a sbocciare

Ma per noi volontarie è l’inizio del periodo più drammatico e angoscioso: l’arrivo dei cuccioli. Sì perché i cuccioli sono bellissimi, portano gioia e allegria e ispirano tanta tenerezza. Almeno questo nell’immaginario.

La realtà invece è tragica.

All’alba del 2013, così come succedeva ai tempi delle nostre nonne e bis-nonne,  per i piccoli di gatto esiste ancora  il controllo demografico con il  metodo “soppressione manuale” Questo perché molte persone, ritengono sia giusto lasciare fare secondo natura e non sterilizzano i gatti.

E questi, secondo natura, si riprodurranno.

E sempre secondo natura, nasceranno dei cuccioli indesiderati.

A questo punto però termina “il secondo natura” e interviene l’uomo.

E interviene con la mattanza.

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Omeopatia in veterinaria

AIMOV.IT

Dr.ssa Paolucci Ginevra
Via Roma 58 - 13888 Mongrando (BI)
tel: 015667983, 3491930130

Dr.ssa Laura Cutullo
Milano
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Dott.ssa Donatella Adani
059 343761 (con segreteria telefonica)
Via Gaspare Pagani 44
41124 Modena





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